Oggi ho partecipato all’inaugurazione della nuova area residenziale della Civitas Vitae Nazareth, realizzata dalla Fondazione Opera Immacolata Concezione nell’ambito dell’ampliamento di Villa Rosario, a Padova.
È stato un momento importante per una realtà storica, profondamente radicata nel territorio, che dagli anni Sessanta opera nell’accoglienza e nella protezione delle persone anziane e che, nel tempo, ha saputo evolversi insieme ai cambiamenti della società, sviluppando nuovi servizi e nuove forme di assistenza.
La nuova residenza rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita della Fondazione OIC, impegnata da oltre settant’anni nella promozione della dignità della persona, della longevità attiva e di modelli innovativi di welfare comunitario e intergenerazionale.
Prendersi cura delle persone più fragili significa prendersi cura dell’intera comunità. Significa offrire servizi capaci di coniugare competenza, umanità e attenzione alle esigenze delle famiglie, garantendo agli anziani non soltanto assistenza, ma anche relazioni, partecipazione e qualità della vita.
Il progetto Civitas Vitae nasce da una visione che mette al centro la persona, l’integrazione dei servizi e il rapporto con il territorio. La qualità della vita delle persone anziane e fragili è infatti un valore condiviso e una responsabilità che coinvolge istituzioni, realtà sociali, famiglie e comunità.
Le istituzioni hanno il compito di sostenere e valorizzare esperienze come questa, capaci di offrire risposte concrete alle trasformazioni demografiche e ai nuovi bisogni della nostra società.
Ringrazio il direttore generale della Fondazione OIC Onlus Fabio Toso, insieme agli operatori, ai professionisti e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questa nuova area residenziale.
Una storia di accoglienza che continua a generare comunità, solidarietà e cura.




