Nel mio intervento al Senato, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ho ribadito la necessità di un’Europa più concreta, capace di affrontare il caro energia, sostenere la competitività delle imprese e difendere gli interessi dei cittadini.
Oggi sono intervenuto nell’Aula del Senato, in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 Ottobre, per ribadire un principio fondamentale: l’Europa deve tornare a mettere al centro le persone, le famiglie, il lavoro e le imprese.
L’Europa è davanti a una scelta decisiva: continuare a discutere soltanto di regole, vincoli e percentuali oppure avere il coraggio di affrontare i problemi reali dei cittadini.
Fuori dalle Aule parlamentari c’è un’Italia che lavora, produce e fa sacrifici. Ci sono famiglie preoccupate per le bollette, imprenditori che ogni giorno devono fare i conti con costi energetici sempre più pesanti, giovani che chiedono opportunità e lavoratori che vogliono difendere il proprio posto di lavoro.
A queste persone dobbiamo dare risposte concrete. Non burocrazia, non ideologia, ma soluzioni.
CARO ENERGIA E COMPETITIVITÀ: L’EUROPA DEVE CAMBIARE PASSO
La richiesta italiana di maggiore flessibilità europea per affrontare l’emergenza energetica, sostenere la competitività e garantire la sicurezza non è una richiesta di favori a Bruxelles. È una richiesta di responsabilità all’Europa.
Non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere sui mercati internazionali sostenendo costi energetici insostenibili. Non possiamo parlare di rilancio industriale e poi lasciare soli artigiani, commercianti, agricoltori e piccole imprese.
La competitività non è un privilegio riservato al mondo produttivo. È la condizione indispensabile per difendere l’occupazione, i salari, il potere d’acquisto e il benessere delle nostre famiglie.
Nel mio intervento ho richiamato anche la necessità di utilizzare gli strumenti di flessibilità disponibili a livello europeo per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia, senza trascurare le esigenze di sicurezza del nostro Paese.
Serve un’Europa capace di intervenire sui costi energetici, difendere la propria industria, investire nell’innovazione e affrontare con determinazione le grandi sfide internazionali.
DIFENDERE L’INTERESSE NAZIONALE NON È UNA QUESTIONE DI APPARTENENZA POLITICA
Ho voluto rivolgere anche una riflessione alle opposizioni.
Mi sorprende che qualcuno abbia definito un “piattino” la richiesta italiana di maggiore flessibilità.
Nel 2019 anche il Governo Conte si rivolse a Bruxelles per difendere gli interessi nazionali. Una scelta allora considerata giusta e responsabile.
Perché ciò che ieri era responsabilità oggi dovrebbe diventare debolezza? L’interesse nazionale cambia forse a seconda del colore politico di chi governa?
Quando il presidente del Consiglio siede ai tavoli europei non rappresenta soltanto il Governo o la maggioranza parlamentare. Rappresenta l’Italia intera, tutti i suoi cittadini, le sue famiglie, le sue imprese e i suoi lavoratori.
Non dovrebbe essere una questione di maggioranza contro opposizione, ma della capacità del nostro Paese di farsi ascoltare e rispettare in Europa.
L’EUROPA IN CUI CREDIAMO METTE LA PERSONA AL CENTRO
Come UDC crediamo profondamente nel progetto europeo, ma non in un’Europa distante dai cittadini, fredda e costruita soltanto attorno a vincoli e parametri economici.
Crediamo nell’Europa dei popoli, delle famiglie, delle comunità e del lavoro. Un’Europa che mette la persona al centro e non i numeri al posto delle persone.
L’Unione europea deve essere una comunità di valori, di solidarietà e di responsabilità condivise. Deve sostenere chi produce, accompagnare chi è in difficoltà e offrire alle nuove generazioni prospettive concrete di crescita.
Per questo ho rivolto un messaggio chiaro alla presidente Meloni: vada a Bruxelles con determinazione, a testa alta, con proposte serie e senza arretrare nella difesa delle famiglie, delle imprese e del lavoro italiano.
L’Italia non chiede privilegi. Chiede rispetto, responsabilità e un’Europa più forte, più giusta e più vicina ai cittadini.
Difendere gli interessi dell’Italia non significa essere contro l’Europa.
Significa lavorare per costruire un’Europa migliore. Un’Europa che non lasci indietro nessuno e sappia mettere, sempre, la persona al centro delle proprie scelte.
Antonio
REEL