CLICCA QUI PER SCARICARE LA NEWSLETTER IN PDF!
o leggi la newsletter qui sotto!

Care Amiche, Cari Amici,
questa settimana voglio aprire la mia newsletter da due temi molto concreti, che riguardano da vicino la vita delle persone e delle famiglie: il sostegno al ceto medio e il rafforzamento dell’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Sono questioni diverse, ma unite da un principio comune: la politica deve essere capace di dare risposte concrete ai bisogni delle persone, alleggerendo il peso delle spese quotidiane e garantendo assistenza, dignità e vicinanza nei momenti di maggiore fragilità.
Da una parte, quindi, il sostegno alle famiglie e al ceto medio; dall’altra, la necessità di portare le cure e l’assistenza sempre più vicino alle persone, nei luoghi in cui vivono.
Proprio su questo secondo fronte, martedì scorso, al Caffè Pedrocchi di Padova, abbiamo presentato due proposte di legge per rafforzare l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, con l’obiettivo di costruire un’assistenza più vicina, capillare e attenta anche alle famiglie.

Nel corso della conferenza stampa, insieme al capogruppo UDC in Consiglio regionale del Veneto Eric Pasqualon e a Michela Rigon, Direttore sanitario della Fondazione Opera Immacolata Concezione onlus, e grazie anche alla testimonianza di un familiare di un paziente della Fondazione, abbiamo illustrato un percorso che si sviluppa su due livelli istituzionali: uno nazionale e uno regionale.
Due proposte accomunate dallo stesso obiettivo: rendere la rete delle cure palliative più capillare, accessibile e vicina alle necessità dei pazienti e delle loro famiglie.
La persona al centro della cura
Il punto di partenza è semplice: chi affronta una malattia grave deve poter contare su una presa in carico complessiva, che non riguardi solamente l’aspetto sanitario, ma anche quello sociale, assistenziale, relazionale e psicologico.
Le cure palliative non possono essere considerate esclusivamente come un intervento destinato alla fase finale della vita. È necessario favorire una presa in carico precoce, accompagnando la persona e la sua famiglia durante tutto il percorso della malattia.
Il mio disegno di legge, Atto Senato n. 1787, presentato il 6 febbraio 2026, interviene proprio sull’accesso delle persone anziane alle cure palliative e alla terapia del dolore, prevedendo interventi sull’assistenza domiciliare, sulla formazione del personale, sul coinvolgimento delle famiglie, sull’informazione e sull’integrazione tra i diversi servizi.
La proposta prevede inoltre 200 milioni di euro all’anno di risorse, da reperire attraverso un aumento della tassazione sui giochi e sulle slot machine.
Un diritto che deve essere realmente garantito
La legge 38 del 2010 ha riconosciuto le cure palliative e la terapia del dolore come un diritto e come parte dei Livelli essenziali di assistenza.
Rimane però ancora una distanza importante tra il bisogno di assistenza e le persone effettivamente raggiunte dai servizi: a fronte di un fabbisogno stimato di circa 260 mila persone a livello nazionale, gli assistiti censiti dall’ultima relazione al Parlamento sono poco più di 116 mila.
Numeri che mostrano quanto sia necessario rafforzare la rete territoriale, l’assistenza domiciliare, la formazione degli operatori e il sostegno ai caregiver.
L’obiettivo deve essere quello di portare le cure palliative dove le persone vivono e vengono assistite: nelle proprie case, nelle RSA, nelle strutture residenziali e negli hospice. Per noi il diritto alla cura significa anche diritto alla dignità. Nessuna persona e nessuna famiglia devono essere lasciate sole di fronte alla sofferenza e alla fragilità.
In Veneto una rete da rafforzare
Accanto alla proposta nazionale, Eric Pasqualon ha illustrato la proposta di legge regionale n. 124, che punta a potenziare l’accesso alle cure palliative per le persone affette da patologie croniche ed evolutive a prognosi infausta, con una particolare attenzione alle RSA e alle altre strutture residenziali.
Il Veneto può già contare su una rete significativa. I dati regionali riferiti al 2024 indicano 44 Unità di cure palliative domiciliari, che hanno seguito 12.877 pazienti, con circa 392 mila accessi domiciliari, oltre a 24 hospice per adulti e 226 posti letto.
Una struttura importante, che deve però diventare ancora più capillare e accessibile.
Il principio alla base della proposta regionale è chiaro: la cura deve seguire la persona, non il contrario. Il luogo in cui una persona vive – la propria abitazione, una RSA o un’altra struttura – non può diventare un ostacolo all’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Famiglie e caregiver parte integrante dell’assistenza
Una malattia grave non coinvolge soltanto il paziente, ma inevitabilmente anche tutta la sua famiglia. Per questo le due proposte attribuiscono un ruolo centrale anche al sostegno dei caregiver e dei familiari, che devono essere informati, accompagnati e messi nelle condizioni di affrontare un percorso spesso complesso e doloroso.
La proposta regionale prevede inoltre una valutazione precoce del bisogno di cure palliative all’interno del percorso assistenziale individualizzato e un maggiore raccordo tra strutture residenziali, servizi domiciliari e reti territoriali.
Importante anche l’investimento sulla formazione del personale sanitario e sociosanitario e sulla diffusione di una maggiore cultura delle cure palliative e della terapia del dolore.
Un percorso dal Parlamento al territorio
Le due iniziative hanno competenze e ambiti diversi, ma seguono una direzione comune: costruire una rete nella quale medicina generale, servizi territoriali, strutture residenziali, servizi sociali e famiglie possano lavorare insieme.
Dal Parlamento al territorio vogliamo contribuire a rendere concreto e uniforme il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore.Perché mettere la persona al centro significa accompagnarla e sostenerla anche nei momenti di maggiore fragilità, garantendo assistenza, vicinanza e dignità. GUARDA IL BLOG
GUARDA IL SERVIZIO DEL TGR VENETO
PARLANO DI NOI
Leggi l’articolo sul Gazzettino. GUARDA QUI

BOLLO AUTO E FAMIGLIE NUMEROSE: UNA MISURA DA RENDERE PIÙ EQUA
Nel 2027 è prevista l’esenzione dal bollo per le auto fino a 80 kW e per i motocicli, limitatamente a un solo veicolo regolarmente assicurato per ciascuna persona fisica in possesso dei requisiti previsti. Una misura che, con la prossima legge di bilancio, si cercherà di rendere strutturale, così da trasformare questa agevolazione in un sostegno stabile per famiglie e cittadini.
Si tratta di un intervento che va nella direzione di alleggerire il carico fiscale, incidendo su una spesa che pesa ogni anno sul bilancio domestico. Ma proprio per rendere questa agevolazione davvero equa ed efficace, è necessario guardare anche alle esigenze concrete dei nuclei familiari più numerosi.
Chi ha più figli, infatti, ha spesso anche maggiori necessità di mobilità: accompagnare i ragazzi a scuola, raggiungere il luogo di lavoro, gestire attività sportive, visite, impegni quotidiani e spostamenti familiari richiede in molti casi l’utilizzo di più mezzi. Il limite degli 80 kW e la possibilità di beneficiare dell’esenzione per un solo veicolo per contribuente rischiano quindi di lasciare fuori proprio quelle famiglie che, per composizione e organizzazione quotidiana, hanno maggiormente bisogno di un sostegno.
Per questo, come UDC, porteremo in Parlamento una richiesta chiara: rivedere i criteri dell’esenzione dal bollo auto, affinché la misura tenga conto anche del numero dei componenti del nucleo familiare e delle reali esigenze di mobilità. L’obiettivo è fare in modo che un provvedimento nato per ridurre il peso fiscale non produca effetti penalizzanti per chi ha più figli.
Il principio resta semplice: meno tasse e più risorse nelle tasche delle famiglie, ma con criteri capaci di riconoscere situazioni diverse e bisogni diversi. L’esenzione dal bollo può rappresentare un aiuto concreto e, proprio per questo, durante l’iter parlamentare lavoreremo affinché venga migliorata e resa più vicina alla realtà quotidiana dei nuclei più grandi. Un’agevolazione pensata per sostenere le famiglie non può finire per penalizzare proprio chi ha più figli.

DECRETO SCUOLA: INTEGRARE SIGNIFICA DARE A TUTTI GLI STRUMENTI PER PARTECIPARE
Con il Decreto Scuola il Governo dimostra che inclusione e diritto allo studio non possono essere soltanto slogan: servono regole di buon senso, ma servono soprattutto strumenti e risorse concrete.
Per troppo tempo si è pensato che bastasse mettere tutti nella stessa aula per parlare di integrazione. Non è così. Una distribuzione più equilibrata degli studenti può favorire l’integrazione, soprattutto quando parliamo di ragazzi arrivati da poco e che ancora non conoscono adeguatamente la lingua italiana.
Ma il punto più importante è un altro: il Governo non si limita a fissare una regola, ma mette a disposizione risorse specifiche per rafforzare l’insegnamento dell’italiano nelle scuole.È importante anche la possibilità di attivare percorsi gratuiti di lingua italiana per i genitori, quando le barriere linguistiche rischiano di ostacolare il percorso educativo dei figli.
Il discrimine non deve essere il passaporto. Deve essere garantita a ogni ragazzo la possibilità concreta di comprendere, imparare e partecipare.
Per noi dell’UDC integrare significa proprio questo: dare a tutti gli strumenti per diventare davvero parte della comunità. Nessun ragazzo escluso. Nessuna scuola lasciata sola. GUARDA IL VIDEO
CARBURANTI ED EX ILVA: MISURE PER FAMIGLIE E IMPRESE
Nel mio intervento a Rai Parlamento sono tornato sul decreto-legge che interviene sul fronte dei prezzi dei carburanti e sulla situazione degli stabilimenti ex Ilva, in un contesto segnato dalle tensioni sui mercati internazionali.
Il provvedimento mette al centro due questioni che hanno un impatto diretto sul nostro sistema economico e sociale: da una parte il costo dell’energia e dei carburanti, che incide sui bilanci delle famiglie e sui costi sostenuti dalle imprese; dall’altra la necessità di garantire la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva.
Come ho sottolineato nel corso dell’intervista, l’obiettivo delle misure adottate è quello di intervenire con strumenti immediati e strutturali a sostegno di famiglie e imprese, mantenendo alta l’attenzione verso il nostro tessuto socioeconomico.
In una fase caratterizzata da forti incertezze internazionali, è fondamentale che le istituzioni continuino a seguire con attenzione le conseguenze che l’aumento dei costi può produrre sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla competitività delle aziende e sulla tenuta dei principali comparti produttivi. GUARDA QUI
CASA: LE PROPOSTE UDC PER AUMENTARE L’OFFERTA E SOSTENERE FAMIGLIE E IMPRESE
Il diritto alla casa è una priorità. Oggi tante famiglie, giovani e lavoratori incontrano difficoltà sempre maggiori nell’accesso a un’abitazione, mentre una parte importante del patrimonio immobiliare italiano rimane inutilizzata.
Come UDC abbiamo scelto di intervenire con proposte concrete per aumentare l’offerta di immobili sul mercato, rendendo il sistema delle locazioni più semplice e favorendo un rapporto più equilibrato tra proprietari e inquilini.
In Senato abbiamo presentato tre disegni di legge che intervengono su alcuni nodi centrali delle politiche abitative.
Il primo, DDL n. 774, punta a garantire tempi più certi per il rilascio degli immobili, attraverso procedure più rapide nell’esecuzione degli sfratti.
Il secondo, DDL n. 775, interviene sulla cedolare secca nelle locazioni abitative, chiarendone l’applicabilità anche quando l’inquilino è un’impresa o un professionista, purché l’immobile venga utilizzato a fini abitativi.
Il terzo, DDL n. 828, propone invece l’introduzione della cedolare secca al 21% per gli immobili ad uso diverso dall’abitativo, a partire da negozi e uffici. Una proposta sulla quale, nelle ultime settimane, si è aperto anche il confronto in vista della prossima legge di bilancio.
La nostra impostazione parte da un principio preciso: per affrontare la crisi abitativa bisogna aumentare l’offerta, recuperando e rimettendo in circolo gli immobili inutilizzati e creando condizioni che rendano più conveniente e sicuro affittare.
La casa non è soltanto un bene materiale. È il luogo nel quale si costruiscono famiglia, autonomia, sicurezza e futuro. Per questo continueremo a portare avanti proposte che mettano insieme il diritto all’abitare, la tutela della proprietà e il sostegno al ceto medio. GUARDA LE NOSTRE PROPOSTE SULLA CASA
GUARDA IL MIO INTERVENTO A RAI PARLAMENTO
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E FUTURO DEL LAVORO: L’UOMO DEVE RESTARE PROTAGONISTA

Venerdì mattina, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, ho promosso la conferenza stampa “Agenti di Intelligenza Artificiale e futuro del lavoro: governare la trasformazione”, realizzata in collaborazione con la Fondazione Giacomo Brodolini.
Un confronto su un tema che non riguarda soltanto il futuro, ma già il nostro presente: come gli agenti di intelligenza artificiale stanno cambiando – e cambieranno ancora di più – il mondo del lavoro.
Insieme a me sono intervenuti Manuelita Mancini, direttrice della Fondazione Giacomo Brodolini; Maria Laura Fornaci, coordinatrice dell’Osservatorio “Future of Workers”; Paolo Gubitta, professore ordinario dell’Università di Padova e coordinatore delle ricerche “Future of Workers”; e Letizia Pizzi, direttore generale di Anitec-Assinform.
Nel corso dell’incontro è stata presentata la ricerca “Dall’IA Generativa agli Agenti IA Autonomi. Come cambia il lavoro e quali politiche per imprese e persone”, sviluppata nell’ambito dell’Osservatorio Future of Workers della Fondazione Giacomo Brodolini e dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione del lavoro, sulle competenze e sulle politiche necessarie per accompagnare questa trasformazione.
Lo studio ha coinvolto 474 knowledge workers in Europa, Nord America, India ed Estremo Oriente e ci consegna alcuni dati particolarmente significativi.
Il 79% dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti dichiara fiducia nell’intelligenza artificiale. Ma questa fiducia non è incondizionata. Il 52% considera elevata o molto elevata l’affidabilità del lavoro svolto dall’IA, percentuale che scende al 32% quando si passa ai compiti più complessi.
C’è soprattutto un dato che considero molto importante: il 71% vuole poter rivedere con il proprio giudizio il risultato proposto dall’agente di IA, mentre il 62% ritiene che l’intervento umano incida in maniera determinante sulla qualità della decisione.
Questo significa che chi utilizza questi strumenti ne comprende le potenzialità, ma anche i limiti. Non c’è una fiducia cieca nella macchina. C’è la richiesta molto chiara che l’uomo continui ad avere un ruolo di controllo, valutazione e responsabilità.
E poi c’è il tema delle competenze.
Se il sapere e l’esperienza di un lavoratore contribuiscono ad addestrare e migliorare un agente di intelligenza artificiale, a chi appartiene il valore che viene generato?
La ricerca ci dice che circa 9 persone su 10, e precisamente il 91% degli intervistati, ritengono che il trasferimento delle proprie conoscenze a un agente di IA debba essere riconosciuto.
È il tema di quello che la ricerca definisce “capitale catturato”: conoscenze, esperienza e know-how delle persone che vengono trasferiti alla macchina e possono continuare a produrre valore anche successivamente.
È una questione che dovremo affrontare seriamente, perché l’innovazione non può significare che il patrimonio di conoscenze costruito dai lavoratori nel corso degli anni diventi improvvisamente invisibile.
Quella dell’intelligenza artificiale è una trasformazione che apre opportunità straordinarie, ma che ci pone anche davanti a domande nuove.
Che cosa accade quando una persona continua a essere responsabile del risultato, ma controlla sempre meno il processo attraverso il quale quel risultato viene prodotto?
E ancora: chi risponde quando un sistema di intelligenza artificiale commette un errore?
Sono domande diverse, ma hanno un punto in comune: la necessità di non separare mai l’innovazione dalla responsabilità.
L’intelligenza artificiale può essere uno straordinario strumento di crescita, produttività e nuove opportunità. Può liberare tempo, sostenere le imprese, migliorare i servizi e consentire alle persone di concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto.
Ma deve rimanere una tecnologia guidata dall’uomo e al servizio della persona.
Ed è proprio qui che il dibattito tecnologico incontra quello politico e istituzionale.
La tecnologia, da sola, non decide quale modello di lavoro costruire. La questione è come scegliamo di governarne l’utilizzo.
Per questo servono regole chiare, trasparenza, formazione e responsabilità.
Il principio della supervisione umana deve tradursi in una pratica concreta nelle organizzazioni: dobbiamo stabilire quali attività possono essere affidate a un agente di IA, dove deve intervenire una persona, con quali strumenti può verificare o contestare una decisione e, soprattutto, chi mantiene la responsabilità finale.
Non possiamo avere una tecnologia sempre più potente e, contemporaneamente, una responsabilità sempre più sfuggente.
Più cresce la capacità della macchina di incidere sulle nostre decisioni, più deve essere chiara la responsabilità dell’uomo.
La politica e il legislatore devono accompagnare questo processo, senza subirlo e senza pensare di poter arrestare l’innovazione.
Governare l’intelligenza artificiale non significa fermarla. Significa creare le condizioni perché possa produrre sviluppo e nuove opportunità, mantenendo chiari i diritti, le responsabilità e il ruolo delle persone.
Serve inoltre un grande investimento sulla formazione e sull’alfabetizzazione digitale, perché imprese e lavoratori possano comprendere e utilizzare consapevolmente questi strumenti.
Se cambiano i lavori, devono cambiare anche le competenze. E dobbiamo fare in modo che i lavoratori non siano soltanto destinatari della trasformazione, ma possano partecipare consapevolmente ai nuovi processi organizzativi.
La ricerca, il confronto con le imprese, il dialogo con il mondo del lavoro e con le istituzioni sono fondamentali proprio per anticipare questi cambiamenti e comprenderne gli effetti.
La sfida, in fondo, è questa: non dobbiamo scegliere tra uomo e tecnologia.
Dobbiamo costruire le condizioni perché la tecnologia sia dalla parte dell’uomo.
L’intelligenza artificiale può contribuire a creare più opportunità, maggiore produttività e nuovi strumenti per imprese e lavoratori. Ma, nel governare questa trasformazione, il criterio deve rimanere chiaro:
l’uomo deve restare il protagonista. Non la macchina.
Al centro devono esserci la persona, il valore delle sue competenze e la responsabilità delle decisioni.È con questo criterio che dobbiamo guardare all’intelligenza artificiale e ai cambiamenti che produrrà nel lavoro, nell’economia e nella nostra società. GUARDA QUI
SUL TERRITORIO

La 91ª edizione della Sagra di Sant’Eufemia è uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità di Abbazia Pisani.
Giorni di festa, incontro e partecipazione, nel segno di una tradizione che continua a unire generazioni e a mantenere vivo il legame con il territorio.
Le nostre sagre sono molto più di semplici appuntamenti nel calendario: raccontano l’identità dei nostri paesi, il valore del volontariato e la forza delle comunità che sanno ancora ritrovarsi e stare insieme.
Un grazie sincero agli organizzatori, ai volontari e a tutti coloro che, con il loro impegno, rendono possibile anche quest’anno questo importante momento di comunità.

Lunedì ho partecipato all’incontro presso la Casa di Comunità di Carmignano di Brenta, dedicato alla funzionalità della struttura e al futuro della Medicina di Gruppo Integrata. L’appuntamento è poi proseguito in Municipio con un confronto istituzionale sulla sanità territoriale.
Un momento importante di ascolto e confronto con l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, il consigliere regionale Eric Pasqualon, promotore dell’iniziativa, il Sindaco di Carmignano di Brenta Elisa Paiusco, con sindaci e rappresentanti dei Comuni di Gazzo, Grantorto, Fontaniva e San Pietro in Gu e i medici del territorio.
Dobbiamo continuare a costruire una sanità sempre più vicina alle persone, capace di garantire assistenza, presa in carico e servizi accessibili sul territorio.
Le Case di Comunità, i medici di famiglia e la Medicina di Gruppo Integrata sono fondamentali per dare risposte concrete soprattutto agli anziani, ai pazienti fragili e alle famiglie.
Ospedale e territorio devono lavorare sempre più insieme, mettendo al centro la persona e i suoi bisogni di cura.

Domenica sera abbiamo inaugurato a Cartura il nuovo campo da calcio di viale dei Giardini, uno spazio rinnovato dedicato allo sport, all’incontro e alla vita della comunità. L’iniziativa è stata promossa dal Comune in collaborazione con l’ASD Calcio Cartura.
Gli impianti sportivi sono luoghi importanti per i nostri territori. Qui bambini e ragazzi possono coltivare una passione, costruire amicizie e imparare il valore dell’impegno. Attraverso gli allenamenti e le partite si scopre cosa significa rispettare le regole, collaborare con gli altri e affrontare insieme vittorie e difficoltà.
Investire negli spazi per lo sport significa sostenere la crescita delle nuove generazioni, affiancando le famiglie e riconoscendo il ruolo educativo delle associazioni sportive. Un ruolo che prende forma ogni giorno grazie alla disponibilità di allenatori, dirigenti e volontari.
Rivolgo un sincero ringraziamento al sindaco Serenella Negrisolo, all’Amministrazione comunale e all’ASD Calcio Cartura, insieme a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo intervento.
L’augurio è che questo campo possa accogliere tanti giovani e diventare il luogo di nuove esperienze sportive e di amicizia. Le comunità crescono anche così: offrendo occasioni concrete per incontrarsi, partecipare e imparare a fare squadra.

Domenica a Vo’ si è tenuta la tradizionale sfilata dei carri allegorici, nell’ambito della 75ª Festa dell’Uva.
Un appuntamento che rinnova il legame tra il territorio, la sua tradizione vitivinicola e una comunità capace di custodire e tramandare il valore delle proprie radici.
Dietro questa festa ci sono passione, creatività e impegno: quello di chi realizza i carri, dei volontari, delle associazioni e di quanti lavorano per rendere possibile la manifestazione.
Un grazie al sindaco Mauro Delluniversità, all’Amministrazione comunale e a tutti gli organizzatori.
Valorizzare le nostre tradizioni significa dare forza alle comunità e alle eccellenze del territorio.

Domenica mattina ho partecipato con grande piacere alle celebrazioni per il 30° anniversario della costituzione del Gruppo di Protezione Civile di Piazzola sul Brenta, nato nel 1996 e da allora punto di riferimento prezioso per tutta la comunità.
Trent’anni di volontariato, impegno, disponibilità e servizio, sempre al fianco dei cittadini nelle emergenze, nelle calamità e in tutte quelle occasioni in cui c’è bisogno di una presenza concreta e organizzata.
La giornata celebrativa ha previsto la presentazione del Gruppo, gli interventi delle autorità e la benedizione dei mezzi e dei volontari, un momento significativo per riconoscere pubblicamente il valore di chi dedica tempo ed energie alla sicurezza del territorio e delle persone.
A tutti i volontari della Protezione Civile di Piazzola sul Brenta va il mio grazie più sincero per questi trent’anni di servizio.
“Nelle difficoltà noi ci siamo sempre”.
Una frase che racchiude perfettamente lo spirito della Protezione Civile.

Domenica ho partecipato con piacere alla Festa dei Sapori e delle Tradizioni di Terrassa Padovana, una manifestazione che da vent’anni valorizza le radici del territorio, le eccellenze enogastronomiche e artigianali e il patrimonio di tradizioni delle nostre comunità.
Una giornata ricca di iniziative, con prodotti a km 0, artigianato, associazioni, folklore, rievocazioni storiche e attività dedicate anche ai più piccoli.
Manifestazioni come questa rappresentano un’occasione preziosa per tenere vive le nostre tradizioni, sostenere le realtà locali e rafforzare il senso di comunità.
Un grazie all’Amministrazione comunale, alla Pro Loco, alle associazioni, ai volontari, ai produttori e a tutte le persone che, con il loro impegno, rendono possibile ogni anno questa bella festa.
Buona 20ª Festa dei Sapori e delle Tradizioni a Terrassa Padovana!

Sabato ho partecipato, presso il Centro Operativo di Protezione Civile di Padova, alla cerimonia in onore di San Pio da Pietrelcina, Patrono della Protezione Civile.
È stato un momento di grande partecipazione e commozione, durante il quale abbiamo ricordato i Volontari della Protezione Civile della provincia di Padova che ci hanno lasciato quest’anno.
Il loro impegno, la loro generosità e lo spirito di servizio con cui hanno operato nelle nostre comunità rappresentano un esempio che continuerà a vivere nel ricordo di tutti noi.
Un grazie sincero va a tutti i Volontari della Protezione Civile e a quanti, ogni giorno, mettono a disposizione tempo, competenze ed energie per la sicurezza dei nostri territori e per essere vicini alle persone nei momenti di maggiore difficoltà.
La Protezione Civile è uno dei cuori pulsanti della solidarietà italiana: una grande comunità sempre pronta ad esserci quando c’è bisogno.

Cent’anni di storia, diritti e inclusione.
Sabato scorso abbiamo celebrato il centenario della sezione provinciale ENS Padova: un cammino iniziato nel 1926, grazie all’impegno di Antonio Magarotto, e portato avanti da generazioni di persone, famiglie e volontari.
Rivolgo un ringraziamento al presidente provinciale Mauro Milani e a tutta la comunità ENS per il lavoro quotidiano a favore dei diritti e della piena partecipazione delle persone sorde.
Celebrare questo anniversario significa anche rinnovare un impegno: abbattere le barriere della comunicazione e rendere scuola, lavoro, cultura e servizi davvero accessibili.
Mettere la persona al centro significa garantire a ciascuno la possibilità di partecipare. Ogni giorno.
BANDI E FINANZIAMENTI DALLA REGIONE VENETO
Sono disponibili nuove opportunità di finanziamento promosse dalla Regione Veneto a sostegno di imprese, enti locali e realtà del territorio.
Si tratta di strumenti concreti per favorire sviluppo, innovazione e crescita economica.
Consulta tutti i bandi attivi e le modalità di partecipazione

- Concorso per 6 Referendari al Segretariato Generale della Repubblica: pubblicato il Bando 2026
- Consiglio di Stato e Tar. Selezione per 90 unità di personale non dirigenziale
- Concorso dell’Esercito per 14 Sottotenenti 2026, ruolo speciali straordinario: Bando per laureati civili e militari
- Università di Bergamo. 2 posti di ricercatore
- ASMEL: stage retribuiti per neolaureati con sede a Napoli
- Tirocini Comitato Economico e Sociale Europeo: stage a Bruxelles
- Human Rights Watch: tirocini retribuiti all’estero
- Stage Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles
- Aldi Lavora con noi: offerte di lavoro in Italia
- OBI Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi
- Iper Tosano Lavora con noi: offerte di lavoro, come candidarsi
- Falconeri Lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- Magneti Marelli lavora con noi: posizioni aperte
- PAM Lavora con noi: offerte di lavoro e assunzioni
- Just Eat Lavora con noi: posizioni aperte in Italia
- Ferrari Lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- ENEL Lavora con noi: Posizioni aperte e come candidarsi
- Amazon Lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- LIDL Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi
- McDonald’s Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi
- Syngenta Lavora con noi: selezioni in corso
- Ferrero Lavora con noi: posizioni aperte in Italia e all’estero
- Fineco Lavora con noi, offerte di lavoro in Banca
- Coop Lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- Allianz Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi
- MD Discount Lavora con noi: selezioni in corso, come candidarsi
- Bosch Lavora con noi
- Sephora lavora con noi
- Lindt lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- Abbott Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi
- MediaWorld Lavora con noi: offerte di lavoro, come candidarsi
- Amplifon Lavora con noi: posizioni aperte in Italia
- Wurth Lavora con noi: opportunità di lavoro
- Unicredit Lavora con noi: selezioni in corso
- Esselunga Lavora con noi
- Fineco Lavora con noi
- GSK Lavora con noi
- Pandora Lavora con noi: posizioni aperte
- Crédit Agricole Cariparma Lavora con noi: posizioni aperte
- Ikea Lavora con noi: Posizioni Aperte
- Banca Sella Lavora con noi: posizioni aperte e consigli utili
- Fincantieri Lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- Eni lavora con noi: come candidarsi, consigli utili
- Tigotà Lavora con noi
- Angelini Lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- De Longhi Lavora con noi: posizioni aperte
- ENEL Lavora con noi: posizioni aperte e come candidarsi
- MSC Crociere Lavora con noi: posizioni aperte
- Autostrade per l’Italia Lavora con noi: selezioni in corso
- Edison Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi
- McDonald’s Lavora con noi
- Luxottica lavora con noi: posizioni aperte
- Ubisoft Lavora con noi: selezioni in corso
- Victoria’s Secret Lavora con noi: posizioni aperte
- Manutencoop Lavora con noi: selezioni in corso
- PAM Lavora con noi: offerte di lavoro e assunzioni
- Despar Lavora con noi: posizioni aperte
- Italo Treno Lavora con noi: selezioni in corso, come candidarsi
- Poste italiane Lavora con noi
- PayPal Lavora con noi: posizioni aperte in Italia e all’estero
- Clementoni Lavora con noi: Posizioni aperte, come candidarsi
- Valentino Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi
- Johnson & Johnson Lavora con noi, come candidarsi
- Croce Verde Padova: concorso per 6 autisti di ambulanza con licenza media
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzioni di Ostetriche/Ostetrici
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzione di Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzione di Assistenti Sanitari
- Azienda ULSS n. 3 Serenissima, Venezia. 1 posto di Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico
- Azienda ULSS n. 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE). Avviso pubblico per Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico
- Azienda ULSS n. 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE). Avviso pubblico per posti di Infermiere
- Casa di Riposo “Dott. Umberto e Alice Tassoni”, Cornedo Vicentino (VI). Selezione per per Operatori Socio Sanitari
- Casa di Riposo “San Giovanni Battista”, Montebello Vicentino (VI). Selezione per Infermieri, Fisioterapisti e Logopedisti
- Azienda ULSS n. 8 Berica, Vicenza. Avviso pubblico per assunzione di Infermieri
Vi ringrazio per l’attenzione
Buon proseguimento,
Antonio