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Care Amiche, Cari Amici,
questa settimana apro la mia newsletter partendo da un tema molto concreto: il sostegno alle famiglie e al ceto medio. Perché la politica deve tradursi anche in interventi capaci di alleggerire le spese che incidono ogni anno sui bilanci delle persone.
Nel 2027 è prevista l’esenzione dal bollo per le auto fino a 80 kW e per i motocicli, limitatamente a un solo veicolo regolarmente assicurato per ciascuna persona fisica in possesso dei requisiti previsti. Una misura che, con la prossima legge di bilancio, si cercherà di rendere strutturale, così da trasformare questa agevolazione in un sostegno stabile per famiglie e cittadini.
Si tratta di un intervento che va nella direzione di alleggerire il carico fiscale, incidendo su una spesa che pesa ogni anno sul bilancio domestico. Ma proprio per rendere questa agevolazione davvero equa ed efficace, è necessario guardare anche alle esigenze concrete dei nuclei familiari più numerosi.
Chi ha più figli, infatti, ha spesso anche maggiori necessità di mobilità: accompagnare i ragazzi a scuola, raggiungere il luogo di lavoro, gestire attività sportive, visite, impegni quotidiani e spostamenti familiari richiede in molti casi l’utilizzo di più mezzi. Il limite degli 80 kW e la possibilità di beneficiare dell’esenzione per un solo veicolo per contribuente rischiano quindi di lasciare fuori proprio quelle famiglie che, per composizione e organizzazione quotidiana, hanno maggiormente bisogno di un sostegno.
Per questo, come UDC, porteremo in Parlamento una richiesta chiara: rivedere i criteri dell’esenzione dal bollo auto, affinché la misura tenga conto anche del numero dei componenti del nucleo familiare e delle reali esigenze di mobilità. L’obiettivo è fare in modo che un provvedimento nato per ridurre il peso fiscale non produca effetti penalizzanti per chi ha più figli.
Il principio resta semplice: meno tasse e più risorse nelle tasche delle famiglie, ma con criteri capaci di riconoscere situazioni diverse e bisogni diversi. L’esenzione dal bollo può rappresentare un aiuto concreto e, proprio per questo, durante l’iter parlamentare lavoreremo affinché venga migliorata e resa più vicina alla realtà quotidiana dei nuclei più grandi. Un’agevolazione pensata per sostenere le famiglie non può finire per penalizzare proprio chi ha più figli.

DECRETO SCUOLA: INTEGRARE SIGNIFICA DARE A TUTTI GLI STRUMENTI PER PARTECIPARE
Con il Decreto Scuola il Governo dimostra che inclusione e diritto allo studio non possono essere soltanto slogan: servono regole di buon senso, ma servono soprattutto strumenti e risorse concrete.
Per troppo tempo si è pensato che bastasse mettere tutti nella stessa aula per parlare di integrazione. Non è così. Una distribuzione più equilibrata degli studenti può favorire l’integrazione, soprattutto quando parliamo di ragazzi arrivati da poco e che ancora non conoscono adeguatamente la lingua italiana.
Ma il punto più importante è un altro: il Governo non si limita a fissare una regola, ma mette a disposizione risorse specifiche per rafforzare l’insegnamento dell’italiano nelle scuole.È importante anche la possibilità di attivare percorsi gratuiti di lingua italiana per i genitori, quando le barriere linguistiche rischiano di ostacolare il percorso educativo dei figli.
Il discrimine non deve essere il passaporto. Deve essere garantita a ogni ragazzo la possibilità concreta di comprendere, imparare e partecipare.
Per noi dell’UDC integrare significa proprio questo: dare a tutti gli strumenti per diventare davvero parte della comunità. Nessun ragazzo escluso. Nessuna scuola lasciata sola. GUARDA IL VIDEO
CARBURANTI ED EX ILVA: MISURE PER FAMIGLIE E IMPRESE
Nel mio intervento a Rai Parlamento sono tornato sul decreto-legge che interviene sul fronte dei prezzi dei carburanti e sulla situazione degli stabilimenti ex Ilva, in un contesto segnato dalle tensioni sui mercati internazionali.
Il provvedimento mette al centro due questioni che hanno un impatto diretto sul nostro sistema economico e sociale: da una parte il costo dell’energia e dei carburanti, che incide sui bilanci delle famiglie e sui costi sostenuti dalle imprese; dall’altra la necessità di garantire la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva.
Come ho sottolineato nel corso dell’intervista, l’obiettivo delle misure adottate è quello di intervenire con strumenti immediati e strutturali a sostegno di famiglie e imprese, mantenendo alta l’attenzione verso il nostro tessuto socioeconomico.
In una fase caratterizzata da forti incertezze internazionali, è fondamentale che le istituzioni continuino a seguire con attenzione le conseguenze che l’aumento dei costi può produrre sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla competitività delle aziende e sulla tenuta dei principali comparti produttivi. GUARDA QUI
CASA: LE PROPOSTE UDC PER AUMENTARE L’OFFERTA E SOSTENERE FAMIGLIE E IMPRESE
Il diritto alla casa è una priorità. Oggi tante famiglie, giovani e lavoratori incontrano difficoltà sempre maggiori nell’accesso a un’abitazione, mentre una parte importante del patrimonio immobiliare italiano rimane inutilizzata.
Come UDC abbiamo scelto di intervenire con proposte concrete per aumentare l’offerta di immobili sul mercato, rendendo il sistema delle locazioni più semplice e favorendo un rapporto più equilibrato tra proprietari e inquilini.
In Senato abbiamo presentato tre disegni di legge che intervengono su alcuni nodi centrali delle politiche abitative.
Il primo, DDL n. 774, punta a garantire tempi più certi per il rilascio degli immobili, attraverso procedure più rapide nell’esecuzione degli sfratti.
Il secondo, DDL n. 775, interviene sulla cedolare secca nelle locazioni abitative, chiarendone l’applicabilità anche quando l’inquilino è un’impresa o un professionista, purché l’immobile venga utilizzato a fini abitativi.
Il terzo, DDL n. 828, propone invece l’introduzione della cedolare secca al 21% per gli immobili ad uso diverso dall’abitativo, a partire da negozi e uffici. Una proposta sulla quale, nelle ultime settimane, si è aperto anche il confronto in vista della prossima legge di bilancio.
La nostra impostazione parte da un principio preciso: per affrontare la crisi abitativa bisogna aumentare l’offerta, recuperando e rimettendo in circolo gli immobili inutilizzati e creando condizioni che rendano più conveniente e sicuro affittare.
La casa non è soltanto un bene materiale. È il luogo nel quale si costruiscono famiglia, autonomia, sicurezza e futuro. Per questo continueremo a portare avanti proposte che mettano insieme il diritto all’abitare, la tutela della proprietà e il sostegno al ceto medio. GUARDA LE NOSTRE PROPOSTE SULLA CASA
GUARDA IL MIO INTERVENTO A RAI PARLAMENTO
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E FUTURO DEL LAVORO: L’UOMO DEVE RESTARE PROTAGONISTA

Venerdì mattina, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, ho promosso la conferenza stampa “Agenti di Intelligenza Artificiale e futuro del lavoro: governare la trasformazione”, realizzata in collaborazione con la Fondazione Giacomo Brodolini.
Un confronto su un tema che non riguarda soltanto il futuro, ma già il nostro presente: come gli agenti di intelligenza artificiale stanno cambiando – e cambieranno ancora di più – il mondo del lavoro.
Insieme a me sono intervenuti Manuelita Mancini, direttrice della Fondazione Giacomo Brodolini; Maria Laura Fornaci, coordinatrice dell’Osservatorio “Future of Workers”; Paolo Gubitta, professore ordinario dell’Università di Padova e coordinatore delle ricerche “Future of Workers”; e Letizia Pizzi, direttore generale di Anitec-Assinform.
Nel corso dell’incontro è stata presentata la ricerca “Dall’IA Generativa agli Agenti IA Autonomi. Come cambia il lavoro e quali politiche per imprese e persone”, sviluppata nell’ambito dell’Osservatorio Future of Workers della Fondazione Giacomo Brodolini e dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione del lavoro, sulle competenze e sulle politiche necessarie per accompagnare questa trasformazione.
Lo studio ha coinvolto 474 knowledge workers in Europa, Nord America, India ed Estremo Oriente e ci consegna alcuni dati particolarmente significativi.
Il 79% dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti dichiara fiducia nell’intelligenza artificiale. Ma questa fiducia non è incondizionata. Il 52% considera elevata o molto elevata l’affidabilità del lavoro svolto dall’IA, percentuale che scende al 32% quando si passa ai compiti più complessi.
C’è soprattutto un dato che considero molto importante: il 71% vuole poter rivedere con il proprio giudizio il risultato proposto dall’agente di IA, mentre il 62% ritiene che l’intervento umano incida in maniera determinante sulla qualità della decisione.
Questo significa che chi utilizza questi strumenti ne comprende le potenzialità, ma anche i limiti. Non c’è una fiducia cieca nella macchina. C’è la richiesta molto chiara che l’uomo continui ad avere un ruolo di controllo, valutazione e responsabilità.
E poi c’è il tema delle competenze.
Se il sapere e l’esperienza di un lavoratore contribuiscono ad addestrare e migliorare un agente di intelligenza artificiale, a chi appartiene il valore che viene generato?
La ricerca ci dice che circa 9 persone su 10, e precisamente il 91% degli intervistati, ritengono che il trasferimento delle proprie conoscenze a un agente di IA debba essere riconosciuto.
È il tema di quello che la ricerca definisce “capitale catturato”: conoscenze, esperienza e know-how delle persone che vengono trasferiti alla macchina e possono continuare a produrre valore anche successivamente.
È una questione che dovremo affrontare seriamente, perché l’innovazione non può significare che il patrimonio di conoscenze costruito dai lavoratori nel corso degli anni diventi improvvisamente invisibile.
Quella dell’intelligenza artificiale è una trasformazione che apre opportunità straordinarie, ma che ci pone anche davanti a domande nuove.
Che cosa accade quando una persona continua a essere responsabile del risultato, ma controlla sempre meno il processo attraverso il quale quel risultato viene prodotto?
E ancora: chi risponde quando un sistema di intelligenza artificiale commette un errore?
Sono domande diverse, ma hanno un punto in comune: la necessità di non separare mai l’innovazione dalla responsabilità.
L’intelligenza artificiale può essere uno straordinario strumento di crescita, produttività e nuove opportunità. Può liberare tempo, sostenere le imprese, migliorare i servizi e consentire alle persone di concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto.
Ma deve rimanere una tecnologia guidata dall’uomo e al servizio della persona.
Ed è proprio qui che il dibattito tecnologico incontra quello politico e istituzionale.
La tecnologia, da sola, non decide quale modello di lavoro costruire. La questione è come scegliamo di governarne l’utilizzo.
Per questo servono regole chiare, trasparenza, formazione e responsabilità.
Il principio della supervisione umana deve tradursi in una pratica concreta nelle organizzazioni: dobbiamo stabilire quali attività possono essere affidate a un agente di IA, dove deve intervenire una persona, con quali strumenti può verificare o contestare una decisione e, soprattutto, chi mantiene la responsabilità finale.
Non possiamo avere una tecnologia sempre più potente e, contemporaneamente, una responsabilità sempre più sfuggente.
Più cresce la capacità della macchina di incidere sulle nostre decisioni, più deve essere chiara la responsabilità dell’uomo.
La politica e il legislatore devono accompagnare questo processo, senza subirlo e senza pensare di poter arrestare l’innovazione.
Governare l’intelligenza artificiale non significa fermarla. Significa creare le condizioni perché possa produrre sviluppo e nuove opportunità, mantenendo chiari i diritti, le responsabilità e il ruolo delle persone.
Serve inoltre un grande investimento sulla formazione e sull’alfabetizzazione digitale, perché imprese e lavoratori possano comprendere e utilizzare consapevolmente questi strumenti.
Se cambiano i lavori, devono cambiare anche le competenze. E dobbiamo fare in modo che i lavoratori non siano soltanto destinatari della trasformazione, ma possano partecipare consapevolmente ai nuovi processi organizzativi.
La ricerca, il confronto con le imprese, il dialogo con il mondo del lavoro e con le istituzioni sono fondamentali proprio per anticipare questi cambiamenti e comprenderne gli effetti.
La sfida, in fondo, è questa: non dobbiamo scegliere tra uomo e tecnologia.
Dobbiamo costruire le condizioni perché la tecnologia sia dalla parte dell’uomo.
L’intelligenza artificiale può contribuire a creare più opportunità, maggiore produttività e nuovi strumenti per imprese e lavoratori. Ma, nel governare questa trasformazione, il criterio deve rimanere chiaro:
l’uomo deve restare il protagonista. Non la macchina.
Al centro devono esserci la persona, il valore delle sue competenze e la responsabilità delle decisioni.È con questo criterio che dobbiamo guardare all’intelligenza artificiale e ai cambiamenti che produrrà nel lavoro, nell’economia e nella nostra società. GUARDA QUI

- Concorso per 6 Referendari al Segretariato Generale della Repubblica: pubblicato il Bando 2026
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- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzioni di Ostetriche/Ostetrici
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzione di Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzione di Assistenti Sanitari
- Azienda ULSS n. 3 Serenissima, Venezia. 1 posto di Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico
- Azienda ULSS n. 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE). Avviso pubblico per Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico
- Azienda ULSS n. 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE). Avviso pubblico per posti di Infermiere
- Casa di Riposo “Dott. Umberto e Alice Tassoni”, Cornedo Vicentino (VI). Selezione per per Operatori Socio Sanitari
- Casa di Riposo “San Giovanni Battista”, Montebello Vicentino (VI). Selezione per Infermieri, Fisioterapisti e Logopedisti
- Azienda ULSS n. 8 Berica, Vicenza. Avviso pubblico per assunzione di Infermieri
- Ascoli. 1 posto per Addetti al lavaggio veicoli
- Macerata. 1 posto per Addetti alla contabilità
- Fermo. 1 posto di contabile
- Pesaro. 1 posto per Commessi delle vendite al minuto
- Pesaro. 1 addetto alle pulizie
- Ascoli. 1 posto di segretario amministrativo
- Fermo. 1 posto per segretari amministrativi e tecnici degli affari generali
- Ascoli. 1 posto per addetti al banco nei servizi di ristorazione
- Ascoli. 3 posti per conduttori di carrelli elevatori
- Pesaro. 1 posto per camerieri di albergo
- Ascoli. 1 posto per personale non qualificato addetto alla manutenzione del verde
- Fermo. 1 posto per segretari amministrativi, archivisti, tecnici degli affari generali e professioni assimilate
- Ascoli. 1 posto per tecnici elettronici
- Pesaro. 1 posto per acconciatori
- Pesaro. 1 posto per addetti alle buste paga
- Ascoli. 1 posto per assemblatori in serie di articoli in legno e in materiali assimilati
- Pesaro. 1 posto per collaboratori domestici e professioni assimilate
- Fabriano. 1 posto per conduttori di macchinari per la fabbricazione di articoli in plastica e assimilati
- Macerata. 2 posti di conduttori di macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali
- Ascoli. 6 posti per confezionatori di capi di abbigliamento
Vi ringrazio per l’attenzione
Buon proseguimento,
Antonio