Questa mattina ho partecipato all’incontro di confronto presso la Casa di Comunità di Carmignano di Brenta, dedicato alla funzionalità e all’operatività della struttura e alle prospettive future della Medicina di Gruppo Integrata. L’appuntamento è poi proseguito presso il Municipio di Carmignano di Brenta con un ulteriore momento di confronto istituzionale.
All’incontro hanno partecipato l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, il consigliere regionale Eric Pasqualon, promotore dell’iniziativa, il Sindaco di Carmignano di Brenta Elisa Paiusco, e con sindaci e rappresentanti dei Comuni di Gazzo, Grantorto, Fontaniva e San Pietro in Gu e i medici della Medicina di Gruppo Integrata.
È stato un confronto concreto e utile per fare il punto sul funzionamento dei servizi e sulle risposte che la medicina territoriale può offrire ai cittadini.
Dobbiamo continuare a investire su una sanità sempre più vicina alle persone e alle famiglie. Le Case di Comunità devono diventare punti di riferimento effettivi per il territorio, attraverso una sempre maggiore integrazione tra medici di medicina generale, professionisti sanitari, strutture territoriali e servizi.
La sfida è rafforzare la capacità di presa in carico dei pazienti, offrendo risposte appropriate sul territorio e alleggerendo, quando possibile, la pressione sugli ospedali e sui pronto soccorso.
Il tema riguarda non soltanto Carmignano di Brenta, ma un ambito più ampio che comprende anche Fontaniva, Gazzo, Grantorto e San Pietro in Gu.
Ospedale e territorio non possono essere considerati due mondi separati: devono essere parti di una stessa rete assistenziale. In questo percorso il ruolo dei medici di famiglia e della Medicina di Gruppo Integrata è fondamentale.
Il confronto diretto con chi lavora ogni giorno nei servizi e con gli amministratori locali, a partire dal Sindaco Elisa Paiusco, è essenziale per conoscere le esigenze reali delle comunità e individuare soluzioni concrete.
La sanità deve partire dai bisogni delle persone ed essere presente nei territori, con particolare attenzione agli anziani, ai pazienti fragili e alle famiglie che hanno maggiore necessità di assistenza.
Su questa strada continueremo a lavorare, mettendo al centro la persona, la prossimità delle cure e la qualità dei servizi sanitari.








