Sono intervenuto oggi in Aula al Senato sul Piano Casa – Decreto Legge n. 66/2026. Un provvedimento importante, che segna una svolta attesa da troppo tempo nelle politiche abitative del nostro Paese.
Milioni di giovani, famiglie e lavoratori fanno sempre più fatica ad accedere a un’abitazione dignitosa. Il costo degli affitti continua a crescere, l’offerta resta insufficiente e, troppo spesso, tanti italiani sono costretti a rinviare i propri progetti di vita: mettere su famiglia, acquistare una casa, costruire il proprio futuro.
La casa non è soltanto una questione economica. La casa è il luogo in cui nascono le famiglie, si rafforzano le comunità e si costruisce il futuro di una Nazione.
Noi dell’UDC ne siamo molto consapevoli. Non a caso abbiamo posto il tema della casa al centro degli Stati Generali dell’Abitare, iniziativa promossa dall’UDC alla quale ha preso parte anche il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, insieme ad associazioni, operatori del settore, amministratori ed esperti.
Da quel confronto sono nate alcune proposte che continuiamo a sostenere: la riforma delle locazioni, la revisione della cedolare secca, il recupero degli immobili inutilizzati e dei locali commerciali sfitti. Proposte che vanno nella stessa direzione del Piano Casa: sostenere le partite IVA, tutelare i negozi di prossimità e costruire un rapporto più equilibrato tra proprietari e inquilini.
Il nostro obiettivo è rendere il Piano Casa concreto e operativo il prima possibile, per aiutare chi vive un’emergenza abitativa a costruire dignità, sicurezza e futuro.
Il Governo Meloni, con questo provvedimento, sceglie di affrontare la crisi abitativa con una strategia organica, fondata su quattro pilastri: il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, il rilancio dell’housing sociale, la realizzazione di nuove abitazioni a prezzi calmierati e la collaborazione tra pubblico e privato.
Il Piano Casa mobilita complessivamente 10 miliardi di euro e punta a realizzare 100 mila nuovi alloggi in dieci anni, intervenendo sulla nuova edilizia sociale, sulla rigenerazione urbana e sul recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzato e non assegnabile.
Come UDC riteniamo particolarmente qualificanti alcuni interventi.
Penso anzitutto ai programmi di edilizia sociale dedicati agli anziani, che promuovono modelli abitativi innovativi come il cohousing e l’housing intergenerazionale.
Sono altrettanto importanti le norme che garantiscono un accesso prioritario al Fondo Prima Casa alle famiglie con persone con disabilità.
Condividiamo anche la scelta di prevedere una corsia preferenziale, nell’accesso agli alloggi a canone calmierato, per insegnanti, medici, infermieri, personale sanitario, studenti fuori sede, lavoratori che si trasferiscono per lavoro, giovani coppie e genitori separati.
È significativo anche l’impegno a favore del personale delle Forze di Polizia. Chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini merita attenzione anche rispetto al diritto ad avere una casa.
Un altro risultato concreto è il recupero immediato di circa 60 mila alloggi pubblici oggi inutilizzati, che potranno finalmente essere assegnati a chi è in graduatoria da anni e vive una condizione di difficoltà.
Importante è anche il sostegno all’edilizia convenzionata, per offrire abitazioni a prezzi accessibili a quella vasta fascia di cittadini che non possiede i requisiti per accedere all’edilizia popolare ma, allo stesso tempo, non può permettersi di acquistare una casa ai prezzi di mercato.
È un segnale concreto rivolto al ceto medio, che continua a rappresentare il motore economico e sociale dell’Italia.
Le misure che approviamo oggi vanno nella direzione giusta e, proprio per questo, meriterebbero il sostegno dell’intero Parlamento. Sulla casa non dovrebbero esistere divisioni ideologiche. Ci sono temi che appartengono all’interesse nazionale e il diritto all’abitare è certamente uno di questi.
Con questo Piano Casa il Centrodestra dimostra di voler dare una risposta concreta a milioni di famiglie, giovani e lavoratori. È un provvedimento che restituisce centralità al valore sociale dell’abitare.
La casa non è soltanto un bene materiale: è il luogo in cui si costruisce il futuro delle persone. È la prima infrastruttura della coesione sociale ed è il primo mattone su cui edificare un’Italia più forte.
Per questo l’UDC ha votato convintamente a favore di questo provvedimento, che apre una nuova stagione delle politiche abitative, in collaborazione con Regioni ed enti locali.
Dispiace, invece, che la sinistra abbia scelto di sottrarsi a questo percorso. Da una parte continua a parlare di patrimoniale; dall’altra vota contro un provvedimento che rafforza il diritto alla casa degli italiani. Noi quella strada non la condividiamo.
Il Piano Casa rappresenta una svolta attesa da troppo tempo. Grazie al Governo Meloni e al Ministro Salvini, le politiche abitative tornano finalmente al centro dell’agenda nazionale, nel solco della migliore tradizione riformatrice che il nostro Paese ha conosciuto con i grandi piani per la casa promossi dalla Democrazia Cristiana.
Quello di oggi è un primo passo, ma è un passo decisivo.
Governare significa assumersi responsabilità, fare scelte, trasformare gli impegni in risultati. Oggi questa maggioranza lo sta facendo.
Abbiamo scelto di stare dalla parte delle famiglie, delle giovani coppie, dei lavoratori e di tutti coloro che chiedono semplicemente la possibilità di costruirsi un futuro.
Naturalmente non ci fermeremo qui. C’è ancora molto da fare, ma oggi scegliamo la strada della concretezza.
Lasciamo ad altri la politica dei “no”. Noi scegliamo la politica delle soluzioni.
Ridiamo alla casa, e con essa alla famiglia, la centralità che meritano.
Antonio
INTERVENTO IN AULA