Al Senato della Repubblica si è svolta su mia iniziativa la conferenza stampa dal titolo “Giustizia, Diritti e Dignità della Persona”, dedicata alla presentazione del mio disegno di legge per l’istituzione del Garante nazionale per i diritti delle vittime di reato: una proposta che ha l’obiettivo di riportare al centro la giustizia, i diritti e la dignità delle vittime di reato, affinché le persone si possano sentire meno sole e maggiormente supportate
Nel corso dell’incontro sono intervenuti:
- Angelo Bertoglio, Presidente AVRI – Associazione Vittime Riunite d’Italia
- Elena Zennaro, Responsabile Rapporti Istituzionali AVRI
- Rita Musella, Responsabile AVRI Lombardia
- Monica Dimonte, Responsabile AVRI Veneto
- Claudia Campagnola, attrice e Ambasciatrice AVRI.
Nel mio intervento ho evidenziato come, per troppo tempo, le vittime di reato siano state lasciate senza un vero punto di riferimento istituzionale, costrette ad affrontare non soltanto il dolore personale, ma anche procedure lunghe, frammentate e spesso difficili da sostenere dal punto di vista umano e psicologico.
Il disegno di legge prevede misure concrete per rafforzare il sistema dei diritti delle vittime di reato, in particolare nei casi di reati che comportano gravi conseguenze fisiche, psicologiche e sociali per le persone offese, attraverso l’istituzione del Garante nazionale: un’Autorità imparziale e permanente incaricata di rappresentare, promuovere e monitorare l’effettiva attuazione dei diritti delle vittime, coordinando le iniziative territoriali e contribuendo a colmare le attuali lacune normative e amministrative.
La proposta rappresenta una vera battaglia di civiltà, giustizia e umanità. Un Paese come l’Italia viene considerato forte anche per la capacità di proteggere le persone più fragili e vulnerabili della propria società, in particolare coloro che sono vittime di reato. Per troppo tempo le vittime sono state lasciate sole davanti al dolore, alla burocrazia e ai lunghi tempi della giustizia, senza un sostegno concreto nei momenti più difficili della loro vita.
Il disegno di legge nasce proprio con l’obiettivo di superare questa situazione attraverso l’istituzione del Garante nazionale per i diritti delle vittime di reato, una figura indipendente pensata per difendere concretamente chi ha subito violenza. Non si tratta di una figura singola, ma di un organo collegiale composto da tre membri nominati dal Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri e parere delle Commissioni parlamentari competenti, con il compito di riportare la persona al centro del proprio percorso di tutela e assistenza.
La proposta prevede dunque la nascita del Garante nazionale per i diritti delle vittime di reato come organismo dotato di autorevolezza istituzionale, indipendenza e imparzialità, capace di accompagnare concretamente le vittime lungo tutto il percorso successivo al reato, coordinando servizi, monitorando l’applicazione delle tutele e facilitando l’accesso ai diritti già previsti dalle normative vigenti ma troppo spesso difficili da esercitare nella pratica quotidiana.
Un contributo particolarmente significativo è arrivato da Angelo Bertoglio, Presidente dell’Associazione Vittime Riunite d’Italia (AVRI), che ha sottolineato come in Italia esistano figure di garanzia per numerosi ambiti della vita pubblica ma continui a mancare un vero garante dedicato alle vittime di reato e ai loro familiari. Bertoglio ha richiamato l’attenzione sul crescente numero di episodi di violenza che colpiscono cittadini, operatori della sicurezza e persone impegnate nella tutela degli altri, evidenziando la necessità di offrire alle vittime un riferimento istituzionale stabile e autorevole.
Molto toccante anche il contributo dell’attrice e Ambasciatrice AVRI Claudia Campagnola, che ha proposto un intenso monologo dedicato alla memoria del piccolo Tommaso Onofri. Un intervento carico di sensibilità e umanità che ha richiamato il valore della memoria, della responsabilità collettiva e della tutela dell’infanzia, ricordando quanto ogni tragedia lasci ferite profonde non soltanto nelle famiglie coinvolte ma nell’intera società.
Rita Musella, avvocato e responsabile AVRI Lombardia, ha posto l’attenzione sulle criticità concrete che le vittime incontrano nel rapporto con il sistema giudiziario. Nel suo intervento ha spiegato come spesso chi denuncia un reato si ritrovi senza accompagnamento effettivo, costretto a confrontarsi contemporaneamente con servizi sociali, strutture sanitarie, centri antiviolenza e forze dell’ordine senza un reale coordinamento tra i soggetti coinvolti. Ha evidenziato la necessità di una figura autonoma e indipendente capace di rendere realmente accessibili i diritti delle vittime e di garantire un percorso più chiaro, uniforme e protetto.
Monica Dimonte, psicologa e psicoterapeuta nonché responsabile AVRI Veneto, ha invece approfondito il tema delle conseguenze psicologiche e relazionali che colpiscono le vittime di reato. Nel suo intervento ha ricordato come il trauma subito possa compromettere profondamente la vita personale, familiare e sociale delle persone coinvolte, generando isolamento, perdita di fiducia, ansia e depressione. Ha sottolineato l’urgenza di costruire una presa in carico strutturata e continuativa, con protocolli nazionali in grado di garantire supporto psicologico tempestivo alle vittime e alle loro famiglie.
Elena Zennaro, responsabile nazionale dei rapporti istituzionali AVRI, ha evidenziato il valore istituzionale e strategico del Garante, spiegando come questa figura possa rappresentare un elemento fondamentale per rafforzare la credibilità dello Stato e ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Ha inoltre annunciato l’impegno di AVRI nel promuovere in tutta Italia iniziative e delibere di sostegno alla proposta di legge, coinvolgendo enti locali, associazioni e amministrazioni territoriali.
Nel corso delle conclusioni ho ribadito la necessità di riportare al centro dell’azione pubblica il rispetto della persona, della legalità e della dignità umana, soprattutto in una fase storica segnata da crescenti episodi di violenza, disagio sociale e fenomeni legati alle baby gang.
Questa proposta di legge rappresenta una battaglia di giustizia, umanità e civiltà. Uno Stato si dimostra davvero forte quando è capace di proteggere le persone più fragili e di non lasciare sole le vittime nel momento più difficile della loro vita.
Antonio
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INTERVISTE
Intervista SenatoTV al Senatore De Poli
Intervista Senato Tv ad Angelo Bertoglio – Presidente AVRI Associazione Vittime Riunite d’Italia
Intervista ad Elena Zennaro – Rapporti Istituzionali AVRI
Intervista a Monica Dimonte – AVRI Veneto
Intervista del senatore Antonio De Poli a Radio Radicale
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