Sulle preferenze non arretriamo. La politica non è una gara a chi urla di più, ma responsabilità, partecipazione e coraggio
Oggi, a Roma, ho presieduto il Consiglio nazionale dell’Unione di Centro, un importante momento di confronto per definire le prossime iniziative politiche e organizzative del nostro partito e per affrontare le principali sfide che riguardano il futuro del Paese.
Abbiamo discusso della riforma della legge elettorale, del rafforzamento dell’area moderata e popolare, dell’Intelligenza Artificiale, dei cambiamenti demografici, delle politiche per la casa, della sanità territoriale, del lavoro e delle nuove generazioni.
Temi diversi, ma uniti da una convinzione precisa: la politica deve comprendere i cambiamenti, governarli e mantenere sempre la persona al centro delle proprie scelte.
Sulle preferenze non arretriamo di un passo
Nel corso della mia relazione ho ribadito con fermezza la posizione dell’UDC sulla legge elettorale.
Sulle preferenze noi dell’UDC non arretreremo di un passo. Annuncio fin d’ora che ripresenteremo al Senato l’emendamento sulle preferenze durante l’esame della riforma.
Per noi non si tratta di una battaglia tattica o di convenienza. È una scelta di principio, coerente con la nostra idea di politica, fondata sulla partecipazione, sulla responsabilità personale degli eletti e sul rapporto diretto con i cittadini.
I cittadini devono poter scegliere i propri rappresentanti. Non possiamo continuare a lasciare questa decisione esclusivamente alle segreterie dei partiti.
Al Senato vedremo chi crede davvero nel diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti e chi, invece, preferisce mantenere le liste decise dall’alto. Lo vedremo alla prova dei fatti.
Un Centro più forte rende più forte tutto il centrodestra
Oggi si sta aprendo un grande spazio politico. Non è, però, quello rappresentato dal populismo e dalle posizioni estremiste di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale.
Proposte come le classi separate per gli studenti con disabilità, la negazione del femminicidio e la cosiddetta remigrazione sono inconciliabili con la cultura popolare, cattolico-democratica ed europeista dell’UDC.
Su alcuni temi non possono esserci ambiguità.
Non possiamo pensare di tornare indietro di duecento anni, discriminando gli studenti con disabilità o mettendo in discussione conquiste fondamentali della nostra società.
Il futuro del centrodestra non passa dalla rincorsa agli estremismi, ma dalla capacità di allargare il consenso e di rappresentare quella parte di italiani che chiede serietà, equilibrio, concretezza e responsabilità.
Noi crediamo che un Centro più forte renda più forte tutta la coalizione di centrodestra.
La politica non è una gara a chi urla di più. La politica è responsabilità. È capacità di ascoltare, costruire e unire. È il coraggio di scegliere di rimanere coerenti con i propri valori.
Il 12 e 13 settembre la Festa nazionale dell’UDC a Roma
Durante il Consiglio nazionale ho annunciato che il 12 e 13 settembre 2026 si svolgerà a Roma la Festa nazionale dell’UDC.
Sarà un grande momento di partecipazione e confronto, aperto ai nostri dirigenti, agli amministratori locali, ai militanti, agli iscritti e a tutti coloro che guardano con interesse al progetto politico dell’Unione di Centro.
Ho inoltre proposto di prolungare la stagione del tesseramento fino a dicembre 2026.
Vogliamo arrivare ai primi mesi del 2027 con un partito ancora più forte, organizzato e radicato nei territori, pronto a celebrare i congressi regionali, provinciali e comunali e ad avviare una nuova fase di riorganizzazione interna.
Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il lavoro di squadra, ho proposto la nascita di un Coordinamento nazionale con i segretari regionali e di un Coordinamento allargato anche ai segretari provinciali e locali.
Insieme al Consiglio nazionale e alla Direzione, questi organismi saranno i protagonisti della nuova stagione di rilancio dell’UDC.
Entro la fine di ottobre organizzeremo inoltre delle Assemblee nazionali al Nord, al Centro, al Sud e nelle Isole, per ascoltare i territori, coinvolgere maggiormente i nostri amministratori e rafforzare la presenza del partito in tutto il Paese.
Intelligenza Artificiale e rivoluzione 5.0: la persona deve rimanere al centro
La politica deve comprendere i grandi cambiamenti che stanno trasformando la nostra società.
Tra questi ci sono lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, i cambiamenti demografici, i nuovi bisogni della terza e della quarta età, le difficoltà dei giovani e le trasformazioni del mercato del lavoro.
Consideriamo di straordinaria importanza la riflessione di Papa Leone XIV con l’enciclica Magnifica Humanitas.
Siamo chiamati ad affrontare una nuova rivoluzione 5.0, governando l’innovazione tecnologica e impedendo che essa produca nuove disuguaglianze o metta in secondo piano la dignità del lavoro.
L’innovazione deve essere al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio della tecnologia.
La centralità della persona rimane il punto di riferimento irrinunciabile della nostra azione politica.
Casa: servono risposte concrete per famiglie, giovani e imprese
Un importante passaggio della mia relazione è stato dedicato anche al Piano Casa approvato dal Governo, che rappresenta una prima risposta a un’emergenza ignorata per troppo tempo.
Come UDC abbiamo promosso gli Stati generali dell’abitare, coinvolgendo istituzioni, associazioni, professionisti e operatori del settore per costruire proposte concrete.
Continueremo a lavorare per introdurre la cedolare secca al 10%, riformare le locazioni abitative e aumentare l’offerta di alloggi disponibili.
Stiamo inoltre lavorando a una riforma delle locazioni commerciali, attraverso l’introduzione del canone concordato, per sostenere negozi, botteghe e attività di prossimità.
Il diritto alla casa riguarda le famiglie, i giovani, gli anziani, gli studenti, i lavoratori trasferiti e tutte le persone che oggi incontrano difficoltà nel trovare un’abitazione a costi sostenibili.
Servono politiche strutturali, capaci di tutelare contemporaneamente proprietari e inquilini, incentivare l’offerta e ridurre la burocrazia.
Terza e quarta età: una sanità più vicina alle persone
Il progressivo invecchiamento della popolazione ci impone di affrontare con serietà i nuovi bisogni della terza e della quarta età.
Dobbiamo passare da una sanità centrata prevalentemente sull’ospedale a una sanità centrata sul territorio.
Questo significa rafforzare l’assistenza domiciliare, le Case di comunità, i servizi di prossimità, le strutture intermedie e l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale.
Gli anziani e le loro famiglie non possono essere lasciati soli. Abbiamo bisogno di un sistema capace di accompagnare le persone durante tutte le fasi della vita, garantendo cure, dignità e vicinanza.
I giovani non hanno bisogno di sussidi, ma di opportunità
Infine, ho dedicato una parte importante del mio intervento ai giovani e al lavoro.
I giovani non chiedono assistenzialismo. Chiedono opportunità, formazione, salari dignitosi, possibilità di costruire una famiglia e condizioni che consentano loro di rimanere in Italia.
La sinistra e il Movimento 5 Stelle hanno speso 34 miliardi di euro per il Reddito di cittadinanza, senza creare vera occupazione e senza affrontare le cause strutturali della disoccupazione.
Noi scegliamo un’altra strada: investire sul lavoro, sulle competenze, sulle imprese, sulla formazione e sulla crescita.
Dobbiamo costruire un Paese nel quale l’impegno venga premiato, il lavoro sia dignitoso e ogni giovane possa guardare al futuro con maggiore fiducia.
Una nuova stagione per l’UDC
Dal Consiglio nazionale di oggi emerge un’UDC determinata a rafforzare la propria presenza politica e territoriale, mantenendo saldi i valori che da sempre caratterizzano la nostra storia.
Partecipazione, centralità della persona, libertà, solidarietà, responsabilità, famiglia, lavoro e rispetto della dignità umana sono i punti di riferimento della nostra azione.
Vogliamo costruire una forza di Centro capace di unire, di dialogare e di offrire soluzioni concrete ai problemi delle persone.
Non inseguiremo gli estremismi e non parteciperemo alla gara a chi urla più forte. Continueremo a scegliere la responsabilità, la coerenza e il coraggio delle nostre idee.
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