“Il Rapporto statistico del Veneto ci consegna una fotografia molto chiara: nei prossimi decenni l’invecchiamento della popolazione cambierà profondamente i bisogni della nostra società. Entro il 2050 un veneto su tre avrà più di 65 anni e la rete familiare, da sola, non sarà più sufficiente a sostenere il peso dell’assistenza. È una sfida che richiede una risposta strutturale da parte delle istituzioni”. Lo dichiara il senatore Questore del Senato e segretario nazionale Udc Antonio De Poli.
“Per questo da tempo sosteniamo la necessità di rafforzare la medicina territoriale, l’assistenza domiciliare e le cure palliative, che rappresentano uno strumento fondamentale per garantire qualità della vita, dignità e presa in carico delle persone più fragili e delle loro famiglie. Le cure palliative non riguardano soltanto la fase finale della vita, ma accompagnano il malato lungo il percorso della malattia, alleviando la sofferenza e offrendo un sostegno concreto anche ai caregiver.
Va in questa direzione il disegno di legge che ho presentato in Senato, con l’obiettivo di rendere effettivamente esigibile il diritto alle cure palliative, garantendo un accesso uniforme su tutto il territorio nazionale, rafforzando l’assistenza domiciliare e ospedaliera e ampliando la possibilità di presa in carico anche ai pazienti affetti da patologie croniche e degenerative, senza dover attendere la fase terminale della malattia. Prendersi cura significa accompagnare la persona con dignità lungo tutto il percorso di cura, non soltanto negli ultimi giorni di vita.
“Il Rapporto evidenzia inoltre una realtà che non possiamo ignorare: il carico della cura continua a gravare in larga parte sulle donne, che troppo spesso sono costrette a ridurre o abbandonare il lavoro per assistere un familiare. È una questione sociale, sanitaria ed economica che richiede politiche integrate a sostegno dei caregiver familiari e una rete di servizi sempre più capillare,
Come Udc continueremo a sostenere ogni intervento che rafforzi la sanità di prossimità, l’assistenza domiciliare, le strutture intermedie e il diritto alle cure palliative. L’invecchiamento della popolazione non è un’emergenza temporanea, ma una trasformazione strutturale che va governata con lungimiranza. Preparare oggi una rete di cura più forte significa garantire domani dignità, vicinanza e qualità della vita a migliaia di persone”, conclude De Poli.
