La rivoluzione digitale ha cambiato profondamente il modo in cui i nostri figli crescono, studiano, comunicano e costruiscono le proprie relazioni.
Oggi bambini e adolescenti trascorrono una parte sempre più importante della loro vita nello spazio digitale. Accanto alle straordinarie opportunità offerte dalla tecnologia, esistono però rischi che non possiamo più ignorare: cyberbullismo, adescamento online, dipendenza digitale, esposizione a contenuti inappropriati, perdita della privacy e utilizzo commerciale dei dati dei minori.
Per questo ho depositato in Senato una proposta di legge organica per la tutela dei minori nell’ambiente digitale. L’obiettivo è garantire ai ragazzi uno sviluppo libero e consapevole anche nella dimensione online, rafforzando il ruolo educativo delle famiglie e della scuola. La proposta fissa a 14 anni l’età minima per l’accesso ai social network e, per i minori tra i 14 e i 16 anni, prevede un percorso gratuito di educazione e competenza digitale. Un investimento sulla consapevolezza.
Credo che la vera sfida non sia mettere i ragazzi davanti a uno schermo o toglierglielo. La vera sfida è insegnare loro a riconoscere i pericoli della rete, a proteggere la propria identità digitale, a comprendere le conseguenze delle proprie azioni online e a chiedere aiuto quando necessario. La proposta prevede inoltre sistemi di verifica dell’età rispettosi della privacy, strumenti di supervisione parentale sui dispositivi destinati ai minori e il divieto di pratiche delle piattaforme che favoriscono un uso compulsivo dei social attraverso notifiche, ricompense variabili e meccanismi di dipendenza. Per gli utenti minorenni le impostazioni dovranno garantire il livello più elevato di tutela della sicurezza e della riservatezza.
Un altro punto fondamentale riguarda l’immagine dei minori online. Sempre più spesso fotografie e video dei bambini vengono diffusi sui social e talvolta utilizzati anche per finalità economiche. La proposta stabilisce maggiori garanzie, riconoscendo che l’interesse del minore deve venire prima della ricerca di visibilità o di profitto.
Non si tratta di demonizzare la tecnologia. Sarebbe un errore. Internet, i social e gli strumenti digitali rappresentano una risorsa straordinaria per l’apprendimento, la creatività e la partecipazione. Ma proprio perché sono così potenti, non possono essere lasciati senza regole quando riguardano i più giovani.
Dopo il Covid abbiamo compreso quanto il digitale sia diventato parte integrante della vita quotidiana. Ora dobbiamo compiere un passo in più: costruire un’alleanza educativa tra famiglie, scuola, istituzioni e piattaforme digitali.
Proteggere i minori nell’ambiente digitale significa proteggere la loro libertà, la loro salute, la loro dignità e il loro futuro.
E una società che sa proteggere i propri ragazzi è una società che sa guardare lontano.
Antonio
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