Quasi mille anni di storia, spiritualità, cultura e lavoro legano l’Abbazia di Praglia ai Colli Euganei. Un patrimonio straordinario che dobbiamo custodire, valorizzare e far conoscere soprattutto alle nuove generazioni.
Oggi, al Senato della Repubblica, abbiamo dedicato un incontro al tema “Colli Euganei e Abbazia di Praglia: una relazione millenaria”, insieme al sindaco di Teolo Valentino Turetta, all’abate di Praglia don Stefano Visintin e all’abate primate della Confederazione benedettina Jeremias Schroder.
Fondata nel 1080, nel territorio di Teolo, in provincia di Padova, l’Abbazia rappresenta da secoli un punto di riferimento spirituale, culturale e sociale. La presenza dei monaci benedettini ha contribuito a modellare il paesaggio e l’identità di un territorio che, dal 2024, ha ottenuto il riconoscimento UNESCO come Riserva della Biosfera dei Colli Euganei.
Ancora oggi circa quaranta monaci vivono e operano nell’Abbazia, seguendo la regola benedettina “Ora et labora”, preghiera e lavoro.
Un impegno che si traduce anche nella produzione agricola di olio, miele e vino, nella conservazione di un immenso patrimonio librario e nell’attività del Laboratorio di restauro del libro antico, che ha recentemente celebrato 75 anni di attività e che contribuì al recupero di migliaia di volumi danneggiati dall’alluvione di Firenze del 1966.
La Biblioteca statale custodisce oltre 100.000 volumi, tra manoscritti e testi antichi: una ricchezza culturale che merita di essere conosciuta e valorizzata.
La tradizione benedettina ci insegna a unire, non a dividere. È un messaggio di straordinaria attualità in un tempo in cui troppo spesso prevalgono contrapposizioni e divisioni. San Benedetto, patrono d’Europa, rappresenta uno dei simboli delle radici cristiane e culturali del nostro continente.
Ma custodire questo patrimonio significa anche guardare al futuro, creando nuove opportunità di sviluppo per i nostri territori.
Per questo ritengo fondamentale investire maggiormente nel turismo lento, nei cammini spirituali e nella promozione delle destinazioni meno conosciute.
I Colli Euganei rappresentano un esempio concreto delle potenzialità di un turismo capace di coniugare ambiente, cultura, spiritualità e sviluppo economico, valorizzando i piccoli Comuni e contrastando il progressivo spopolamento delle aree interne.
Chiediamo al Governo, anche in vista della prossima Manovra, di destinare risorse adeguate ai progetti di sviluppo turistico dei piccoli Comuni, favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici e sostenendo quelle comunità che custodiscono un patrimonio storico e paesaggistico di grandissimo valore.
Aprire le porte del Senato all’Abbazia di Praglia e ai Colli Euganei significa ribadire che le istituzioni devono essere al fianco dei territori.
Perché valorizzare le nostre radici non significa guardare soltanto al passato, ma costruire nuove opportunità per il futuro delle comunità e delle prossime generazioni.
CONFERENZA STAMPA