Questa mattina, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, ho avuto il piacere di ospitare la conferenza stampa dedicata al 175° anniversario dell’Antico e Premiato Corpo Musicale “Città di Mariano Comense”.
Un anniversario così importante non rappresenta soltanto il traguardo raggiunto da una storica istituzione musicale, ma racconta la storia di un’intera comunità che, dal 1851, custodisce e rinnova una tradizione capace di attraversare generazioni.
Alla conferenza hanno partecipato il sindaco di Mariano Comense Giovanni Alberti, l’assessore alla Cultura Massimiliano Stigliano, il sindaco di Vo’ Euganeo Mauro Delluniversità, il vicesindaco di Riccia Giovanni Santopuoli, insieme a Marco Proserpio, segretario del Corpo Musicale, e a Gabriel Marsiglio, responsabile della Scuola Allievi.
Una banda musicale non è semplicemente un insieme di musicisti che si esibiscono. È una scuola di cittadinanza, un luogo nel quale si imparano il rispetto, la disciplina, l’ascolto reciproco e il valore del gruppo.
È una famiglia capace di accompagnare intere generazioni e di avvicinare bambini e ragazzi alla musica, contribuendo contemporaneamente alla loro crescita umana, culturale e civile.
Le bande rappresentano uno dei patrimoni più autentici dell’Italia dei territori. Sono presìdi culturali, luoghi di inclusione e autentiche palestre di partecipazione.
In una società nella quale troppo spesso prevalgono l’individualismo e la solitudine, queste realtà continuano a insegnarci il significato di una parola semplice ma fondamentale: comunità.
Il suono della banda appartiene alla memoria collettiva di ciascuno di noi.
È la musica delle feste patronali, delle processioni, delle ricorrenze civili e dei momenti più significativi della vita dei nostri paesi e delle nostre città.
Le sue note raccontano l’Italia del volontariato, dell’impegno gratuito e della passione civile. Un patrimonio culturale immateriale che non possiamo considerare scontato, ma che deve essere custodito, valorizzato e sostenuto dalle istituzioni.
Il maestro Riccardo Muti ha più volte ricordato il ruolo fondamentale delle bande musicali nella diffusione della cultura musicale e nella formazione di tantissimi giovani italiani.
Un appello che le istituzioni hanno il dovere di raccogliere.
In Senato è iniziato, presso la VII Commissione, l’esame di una proposta di legge finalizzata a riconoscere e sostenere maggiormente le associazioni musicali, anche attraverso misure e agevolazioni fiscali.
L’obiettivo deve essere quello di ridurre le incombenze burocratiche e permettere alle bande di continuare a investire nella formazione musicale e nell’educazione delle nuove generazioni.
Investire nelle bande significa investire nei giovani, nella cultura e nella coesione sociale.
Il prossimo 20 settembre, il Corpo Musicale “Città di Mariano Comense” aprirà ufficialmente la 75ª Festa dell’Uva di Vo’ Euganeo.
Sarà l’incontro tra una delle bande musicali più antiche d’Italia e una delle manifestazioni più longeve dedicate alla viticoltura e alla cultura del vino.
Due realtà geograficamente lontane, ma unite dalla stessa volontà di custodire le proprie radici e trasformarle in occasioni di crescita culturale, sociale e turistica.
È questa l’Italia che vogliamo valorizzare: l’Italia delle comunità, delle associazioni e dei volontari. Un’Italia capace di costruire ponti attraverso la musica, la cultura e le tradizioni.
Il Parlamento non è soltanto il luogo nel quale si approvano le leggi. Deve essere anche la casa delle migliori energie del Paese e delle comunità che ogni giorno contribuiscono a mantenerne viva l’identità.
Il mio augurio è che l’Antico e Premiato Corpo Musicale “Città di Mariano Comense” possa continuare, anche nei prossimi decenni, a essere un punto di riferimento per il proprio territorio e un esempio per l’Italia intera.
Perché finché nelle nostre piazze continuerà a risuonare la musica di una banda, continueranno a vivere anche la memoria, l’identità e l’anima più autentica delle nostre comunità.
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CONFERENZA STAMPA
