Al Senato della Repubblica ho ospitato la presentazione della XXV edizione di ChocoMarche, la manifestazione dedicata al cioccolato artigianale che si terrà dal 20 al 22 novembre ad Ancona. Un’occasione per valorizzare le eccellenze delle Marche e ribadire l’importanza di sostenere le nostre imprese artigiane, anche attraverso la riforma del settore avviata dal Governo di centrodestra.
Questa mattina, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, ho avuto il piacere di promuovere e ospitare la conferenza stampa di presentazione della venticinquesima edizione di ChocoMarche, una manifestazione che negli anni è diventata un appuntamento atteso e riconosciuto, capace di raccontare il meglio dell’artigianato e delle tradizioni del nostro Paese.
Ringrazio il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, il presidente di Confartigianato Ancona, Pesaro e Urbino, Graziano Sabbatini, il segretario Marco Pierpaoli, l’assessore alle Attività economiche del Comune di Ancona Angelo Eliantonio, il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini e tutti gli organizzatori e gli artigiani coinvolti.
Venticinque edizioni rappresentano un traguardo importante, ma soprattutto raccontano la capacità di un territorio di costruire qualcosa che dura nel tempo, coinvolgendo imprese, istituzioni, famiglie e cittadini.
Dal 20 al 22 novembre, Piazza Cavour ad Ancona tornerà a essere una grande vetrina del cioccolato artigianale, con venti espositori provenienti da diverse regioni italiane.
Dietro un cioccolatino artigianale non c’è soltanto una ricetta. Ci sono conoscenze, esperienza, ricerca, creatività e persone che hanno dedicato anni a imparare un mestiere. Questo è il valore dell’artigianato italiano e delle Marche, una terra che ha costruito parte della propria identità economica e culturale proprio sulle piccole imprese, sulle produzioni di qualità e sulle competenze tramandate di generazione in generazione.
ChocoMarche rappresenta anche un’importante opportunità educativa per le nuove generazioni. Attraverso laboratori, dimostrazioni dei maestri cioccolatieri e la conoscenza delle materie prime, i ragazzi possono avvicinarsi alla cultura del cibo e comprendere il lavoro che si nasconde dietro ogni prodotto.
Nel corso del mio intervento ho voluto richiamare l’attenzione anche sul futuro dell’artigianato italiano e sul percorso di riforma avviato dal Governo di centrodestra.
Dopo 41 anni senza una riforma organica della legge quadro sull’artigianato, il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare un intervento che punta a ridurre la burocrazia, superare vincoli ormai superati e offrire maggiori possibilità di crescita alle nostre imprese.
Tra le novità previste figurano l’aumento fino al 20% dei limiti dimensionali per le imprese iscritte continuativamente all’Albo da almeno sette anni, la possibilità di avere fino a tre sedi operative e una maggiore flessibilità nell’organizzazione delle attività.
Si tratta di misure il cui percorso legislativo deve ancora essere completato, ma che vanno nella direzione di rendere più semplice assumere, investire e sviluppare nuove opportunità.
Essere artigiani non significa dover restare piccoli. Significa mantenere la qualità del proprio lavoro, la competenza e il legame con il territorio, anche quando l’impresa cresce.
Non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere nel mondo e poi impedire loro di crescere in Italia.
La forza del Made in Italy nasce proprio dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, creatività e competenze, qualità e nuove tecnologie.
È fondamentale anche tutelare le parole artigiano e artigianale, affinché rappresentino requisiti concreti e non semplici strumenti pubblicitari, nel rispetto dei consumatori e di chi investe ogni giorno nella qualità.
Un’altra sfida decisiva riguarda il ricambio generazionale. Dobbiamo creare le condizioni affinché i giovani possano imparare un mestiere, raccogliere il patrimonio di conoscenze delle nostre botteghe e costruire il proprio futuro.
Ho particolarmente apprezzato che, proprio nella giornata del 4 novembre, Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, sia stato pensato un cioccolatino speciale dedicato alle donne e agli uomini che servono il nostro Paese.
Un gesto semplice, ma dal significato profondo, che vuole esprimere gratitudine verso chi ogni giorno difende la nostra libertà e garantisce la nostra sicurezza, ricordando il sacrificio di quanti hanno dato la vita per l’Italia.
ChocoMarche ci ricorda che le tradizioni non sono qualcosa da conservare soltanto nel passato, ma un patrimonio sul quale costruire nuove opportunità, nuovo lavoro e nuove prospettive per i nostri giovani.
Il nostro compito, come istituzioni, è accompagnare chi produce, valorizzare chi lavora e sostenere le imprese che continuano a credere nei propri territori.
Un ringraziamento sincero a Confartigianato, agli organizzatori e a tutti i maestri cioccolatieri che saranno protagonisti di questa venticinquesima edizione.
Buon ChocoMarche a tutti!
Antonio
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