«Si ripete l’ennesimo triste copione inquietante. Le modalità di questi allarmi bomba devono farci riflettere tutti: istituzioni, famiglie e agenzie educative. La repressione da sola non basta. Non sappiamo ancora chi siano gli autori, ma episodi come questo parlano di un rapporto distorto con la realtà e di ricerca di visibilità. Così il mondo reale si trasforma in un videogioco in cui misurare la propria capacità di generare caos, dimenticando che dall’altra parte non ci sono avatar ma studenti e studentesse, insegnanti, famiglie e non solo. Servono nuove regole per una navigazione responsabile, ma serve prima ancora un lavoro educativo: far capire che cosa significa davvero un gesto del genere e quanto pesa fuori dallo schermo. Intanto, ci auguriamo che i responsabili vengano identificati”. Così il senatore e segretario nazionale UDC Antonio De Poli.