“L’ennesimo incidente mortale sulla strada Romea, la più pericolosa d’Italia e una delle più pericolose d’Europa. La quarta vittima nell’arco di 4 mesi. E, purtroppo, la strage va avanti da anni, come noi dell’UDC abbiamo denunciato da tempo. Questi numeri impongono la necessità di intervenire per la messa in sicurezza della strada ed è evidente che il problema non si risolve con gli autovelox. Bisogna, prima di tutto, mettere a terra gli interventi programmati. Il ministro Salvini ha inserito nell’accordo di programma MIT-Anas la Romea, che quindi, grazie al Centrodestra al Governo, è diventata un’opera strategica nazionale. A Palazzo Madama, nell’ambito di un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, ho chiesto all’Esecutivo di intervenire presso ANAS per capire quale sia lo stato dell’arte sul progetto delle varianti e di imprimere un’accelerazione concreta alle opere di messa in sicurezza”. Lo afferma il senatore UDC Antonio De Poli. “Parliamo di una strada che, ogni giorno, è attraversata da un intenso traffico, anche di mezzi pesanti, e da anni presenta criticità infrastrutturali che incidono pesantemente sulla sicurezza di automobilisti e autotrasportatori”, aggiunge De Poli che, un anno fa, in Senato, aveva promosso una mostra fotografica “Pianeta 309: lens on road” con 30 scatti in bianco e nero sulla strada. “Servono interventi strutturali come la progettazione della variante alla Romea – su cui proprio, grazie a questo Governo, è stato compiuto un importante passo in avanti con il via libera del CIPE al tracciato della nuova Romea, inserito nel contratto di programma tra Ministero e ANAS. Ora bisogna proseguire su questo percorso, con lo studio di fattibilità della variante tra Venezia e Marghera. E’ essenziale fare bene e fare presto, mettendo in campo un intervento strategico per far fronte alle criticità di uno tra gli assi stradali più pericolosi del nostro Paese”, conclude De Poli
