ABBIAMO PRESENTATO UNA LEGGE ORGANICA PER PROTEGGERLI
Con un Reel pubblicato sui propri canali social, il senatore Questore del Senato e segretario nazionale Udc Antonio De Poli annuncia la presentazione di un disegno di legge per la tutela dei minori nell’ambiente digitale. Un provvedimento organico che interviene sull’accesso dei minori ai social network, sull’educazione digitale, sulle responsabilità delle piattaforme e sul fenomeno dello sharenting, introducendo tutele anche rispetto all’utilizzo economico dell’immagine dei minori.
“È una legge necessaria, perché non possiamo continuare ad applicare al mondo digitale regole pensate quando quel mondo non esisteva ancora. Vogliamo proteggere i nostri ragazzi senza demonizzare la tecnologia, mettendo al centro educazione, consapevolezza e responsabilità”. Lo dichiara De Poli.
“Diversi Paesi si stanno muovendo. L’Australia ha scelto il divieto dei social agli under 16, la Francia ha approvato in prima lettura il limite dei 15 anni, mentre altri Paesi europei stanno lavorando su soglie anagrafiche più stringenti. Noi proponiamo un modello più articolato: sotto i 14 anni niente accesso ai social; tra 14 e 16 anni l’età da sola non basta, ma serve una certificazione di competenza digitale ottenuta gratuitamente attraverso un percorso di educazione alla cittadinanza digitale.
Ma soprattutto non scarichiamo tutta la responsabilità sui ragazzi e sulle famiglie. Mettiamo regole anche a chi progetta le piattaforme: verifica dell’età rispettosa della privacy, stop alla profilazione dei minori e alla pubblicità personalizzata, contrasto ai meccanismi che inducono un uso compulsivo, parental control e sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale nei casi più gravi.
C’è poi lo sharenting, un fenomeno sul quale dobbiamo accendere i riflettori. Anche i genitori hanno una responsabilità quando espongono sistematicamente i figli sui social, soprattutto quando la loro immagine diventa uno strumento per produrre contenuti e generare guadagni. I nostri figli non possono diventare un prodotto digitale. Per questo introduciamo regole sull’utilizzo economico della loro immagine e tutele specifiche sui proventi generati.
Non vogliamo togliere ai ragazzi il futuro digitale. Vogliamo dare loro gli strumenti per viverlo senza esserne travolti. Proteggere non significa soltanto vietare: significa educare, responsabilizzare e mettere finalmente dei limiti anche al potere delle piattaforme”, conclude De Poli.
