Ci sono realtà che lavorano in silenzio, ogni giorno, senza cercare i riflettori. Realtà che costruiscono qualcosa di prezioso — fatto di relazioni, di attenzione, di umanità — e che nel tempo diventano colonne portanti di una comunità intera. La Fondazione OIC di Carmignano di Brenta è una di queste.
Oggi pomeriggio sono al Centro Servizi OIC Giovanni Botton per partecipare alla Festa di Primavera con cui la Fondazione celebra i suoi settant’anni di attività. Settant’anni. Un traguardo che racconta una storia lunga e bella, fatta di scelte coraggiose e di un impegno che non si è mai fermato.
La Fondazione OIC – Opera Immacolata Concezione Onlus ha costruito nel tempo un modello di cura che va oltre l’assistenza. È un luogo dove la longevità è vissuta come risorsa, dove ogni ospite è una persona con la propria storia, i propri affetti, la propria dignità. Dove la cura diventa relazione, e la relazione diventa comunità.
È esattamente questo il tipo di terzo settore in cui credo: quello che non sostituisce lo Stato, ma lo completa; quello che non gestisce la fragilità, ma la accoglie e la valorizza.
Essere qui oggi non è solo un dovere istituzionale. È una scelta personale, dettata dalla stima profonda per chi, in questi settant’anni, ha dimostrato che prendersi cura degli altri è una delle forme più alte di impegno civile.
Buon compleanno, Fondazione OIC. E grazie, di cuore, per tutto ciò che fate ogni giorno.


