«A Pieve di Soligo, grazie alla sensibilità e al profondo senso di umanità del nostro sindaco Stefano Soldan, un cittadino marocchino che aveva espresso il desiderio di rientrare nel proprio Paese d’origine ha ricevuto dal Comune il sostegno necessario per tornare a casa e avere così l’opportunità di ricominciare una nuova vita. Esprimo il mio plauso al primo cittadino e a tutta la rete di supporto, a partire dai Servizi sociali, che si è attivata per aiutarlo. Come ha giustamente sottolineato Soldan, che è anche il nostro segretario provinciale a Treviso, aiutare chi è in difficoltà e garantirgli un pasto non è una questione di destra o di sinistra, ma un segno di grande civiltà». Lo afferma il segretario nazionale UDC Antonio De Poli, commentando il caso di un sessantenne marocchino che viveva a Pieve di Soligo e ha scelto volontariamente di rientrare a Rabat. «I sindaci sono in prima linea e toccano con mano ogni giorno le situazioni di fragilità sociale. Soldan ha fatto il proprio dovere di amministratore, facendosi carico di una vicenda personale e cercando una risposta concreta. Lo aveva già fatto in passato anche nei confronti di un altro residente proveniente dalla Danimarca. I Comuni svolgono un ruolo fondamentale di supporto e orientamento, intercettando i bisogni delle persone, a partire da quelli primari». De Poli richiama infine l’importanza dell’istituto del rimpatrio volontario assistito, previsto dalla legislazione vigente e disciplinato dall’articolo 14-ter del Testo unico sull’immigrazione, nel quadro della direttiva europea 2008/115/CE. «Si tratta di uno strumento che prevede percorsi personalizzati, in considerazione dei bisogni individuali e familiari delle persone che ne fanno richiesta. Secondo l’ultima relazione del Ministero dell’Interno al Parlamento, sono 3.334 le persone che hanno aderito ai programmi di rimpatrio volontario dal 2016 al 2022».