Nel mio intervento ho affrontato alcuni temi centrali del dibattito politico nazionale ed europeo: l’utilizzo dei fondi SAFE, il rapporto tra spese per la difesa e investimenti nella sanità, la necessità di lavorare per una pace giusta in Ucraina e il tema della legge elettorale.
Sui fondi SAFE ho ribadito una posizione di responsabilità. Non si tratta semplicemente di prendere risorse europee e portarle a casa, ma di capire bene se, come e con quali modalità utilizzarle. Il Governo sta facendo un ragionamento serio, anche in vista dei prossimi sviluppi in sede NATO ed europea, per impiegare le risorse nel modo più corretto possibile.
Ho voluto poi chiarire un punto: per noi la sanità resta una priorità, così come la pace. Non c’è contrapposizione tra la sicurezza del Paese e il sostegno al sistema sanitario nazionale. I numeri dimostrano che la spesa sanitaria è aumentata rispetto agli anni 2020-2021 e che sono stati previsti ulteriori investimenti per il prossimo triennio.
Sulla pace ho ricordato che l’Italia deve lavorare per ogni percorso diplomatico serio, ma una pace vera non può coincidere con l’annessione di territori ucraini da parte della Russia. Dire “faccio la pace ma mi tengo il Donbass” non significa costruire un accordo giusto: significa legittimare l’aggressione di uno Stato sovrano.
Ho richiamato anche il tema degli impegni internazionali. La NATO, i trattati e i rapporti internazionali non sono dettagli secondari: chi governa ha il dovere di rispettarli con serietà e responsabilità.
Un altro punto importante del mio intervento ha riguardato la legge elettorale. Come UDC siamo da sempre favorevoli a un sistema proporzionale con le preferenze. Le preferenze fanno parte della nostra storia e del nostro DNA democratico-cristiano, perché permettono ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti, premiando il radicamento territoriale e il rapporto con le comunità.
Per noi è fondamentale riportare la politica in mezzo alla gente. Chi viene eletto deve rispondere ai cittadini, non soltanto ai partiti. Allo stesso tempo, serve un sistema che garantisca governabilità e stabilità, perché un Paese ha bisogno di governi in grado di portare avanti programmi e progetti con continuità.
Ho sottolineato anche la necessità di tutelare la rappresentanza dei partiti più piccoli, perché una soglia troppo rigida rischia di penalizzare storie politiche, sensibilità e comunità che hanno pieno diritto di essere rappresentate.
Infine, ho chiarito la nostra posizione rispetto ad alcune proposte e posizioni di Vannacci. Su temi come la disabilità, l’immigrazione e la visione della società, ci sono elementi profondamente inconciliabili con la nostra storia cattolica, popolare e democratico-cristiana. La nostra cultura politica mette al centro la persona, la dignità umana, l’inclusione e la responsabilità.
Il nostro obiettivo resta chiaro: difendere la sanità, lavorare per una pace giusta, rispettare gli impegni internazionali, garantire stabilità al Paese e restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.