14/09/2025 Roma, Festa Nazionale UDC, nella foto Antonio De Poli
“Quanto accaduto nella scuola media di Roma è un fatto gravissimo che ci interroga come adulti prima ancora che come legislatori. Esprimo innanzitutto la mia vicinanza alla docente aggredita e alla comunità scolastica. Saranno gli investigatori a chiarire le responsabilità e a stabilire quale ruolo abbia avuto la dimensione digitale nella preparazione di questo gesto. Ma c’è un dato sul quale non possiamo voltarci dall’altra parte: un ragazzo di 13 anni avrebbe preparato e tentato di trasformare un atto di violenza in un contenuto da mostrare online. È il confine che dobbiamo guardare con enorme attenzione”.
Lo dichiara il senatore Questore del Senato e segretario nazionale UDC Antonio De Poli.
“Le indagini stanno verificando i contatti online del ragazzo e l’eventuale presenza di persone che possano averlo istigato. Non anticipiamo conclusioni che spettano agli inquirenti, ma quando la violenza smette di essere soltanto agita e viene pensata anche per essere filmata, condivisa e guardata da altri, siamo davanti a qualcosa che la politica non può considerare estraneo al tema della tutela dei minori nel digitale.
È anche per questo che ho presentato un disegno di legge organico: sotto i 14 anni niente accesso ai social; tra 14 e 16 anni un percorso gratuito di educazione e competenza digitale; verifica effettiva dell’età e maggiori responsabilità per le piattaforme. Non vogliamo demonizzare la tecnologia e sarebbe sbagliato sostenere che i social siano la causa di ogni forma di disagio o violenza giovanile. Ma sarebbe altrettanto irresponsabile ignorare il mondo nel quale oggi quel disagio può crescere, trovare modelli, pubblico e amplificazione.
Proteggere i ragazzi significa evitare che entrino da soli e senza strumenti nel mondo digitale. A 13 anni non possiamo chiedere a un ragazzo di difendersi da solo da ambienti e meccanismi che persino gli adulti faticano a governare. Servono famiglia, scuola, educazione, regole e piattaforme finalmente chiamate ad assumersi la propria parte di responsabilità”, conclude De Poli.