“Vannacci, con gli slogan sulla remigrazione, è fuori dal mondo. Il fatto che il leader di Futuro Nazionale abbia fatto tappa proprio in Veneto, e in particolare a Vicenza, cuore della manifattura veneta, rende ancora più gravi le sue posizioni su questi temi. Forse al Generale, troppo impegnato a costruire una narrativa di estrema destra, sfugge che proprio gli imprenditori veneti chiedono alla politica l’esatto contrario della remigrazione e dello stop al decreto Flussi. Per noi dell’UDC la strada è chiara: investire nella formazione nei Paesi di origine, così da far arrivare in Italia personale già qualificato e pronto a rispondere alle esigenze del nostro sistema produttivo, contrastare l’immigrazione irregolare e il business che ne deriva, garantire sicurezza e legalità e quindi chi non rispetta le regole va espulso e rimpatriato”. Lo dichiara il senatore Antonio De Poli, segretario nazionale dell’Unione di Centro. “Le imprese del Veneto hanno bisogno di lavoratori e chiedono strumenti efficaci per rispondere alla cronica carenza di manodopera. Settori strategici come l’edilizia continuano a registrare un forte deficit di lavoratori, nonostante i decreti Flussi”, continua De Poli secondo cui “le proposte di Futuro Nazionale sull’immigrazione sono slogan privi di contenuti concreti, un bluff costruito per inseguire il consenso facile. La remigrazione è una grande illusione: l’unica risposta seria e pragmatica è governare il fenomeno migratorio, ridurre gli sbarchi irregolari e rafforzare gli accordi bilaterali con i Paesi di origine, come sta facendo il Governo Meloni. Questa è la differenza tra chi governa con responsabilità e chi urla soluzioni irrealizzabili per ingannare i cittadini”, taglia corto De Poli. “I numeri dimostrano la realtà. Nel 2024 in Italia sono state presentate 24.403 richieste di trasformazione dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in contratti di lavoro subordinato ordinari. Di queste, circa 11 mila riguardano le regioni del Nord e ben 6 mila il Veneto. È la conferma che il nostro tessuto produttivo ha bisogno di una gestione strutturale dei flussi migratori e non di slogan propagandistici. Dobbiamo superare la logica dell’emergenza e costruire un sistema stabile che garantisca sicurezza, legalità e risposte concrete alle esigenze delle imprese e dell’economia italiana”, conclude De Poli.