Oggi pomeriggio ero a Macerata, all’Auditorium della Biblioteca Comunale di Piazza Vittorio Veneto, per un incontro pubblico su un tema che ritengo tra i più importanti nel dibattito sull’amministrazione locale: i servizi pubblici e la loro relazione con la sicurezza sociale dei cittadini.
Un confronto voluto dall’UdC di Macerata, promosso a sostegno del Sindaco Sandro Parcaroli, con la partecipazione dei dirigenti comunali Foglia, Fornaro e Caldarelli, e di Luca Marconi, Presidente della III Commissione regionale “Governo del Territorio, Ambiente e Paesaggio”. Un tavolo che ha messo insieme competenze diverse — politica nazionale, governo locale, amministrazione del territorio — per ragionare senza retorica su ciò che funziona e su ciò che si può migliorare.
Perché i servizi pubblici sono una questione di giustizia
C’è una tendenza, nella comunicazione politica, a trattare i servizi pubblici come una voce tecnica, quasi burocratica. Raccolta rifiuti, manutenzione del verde, illuminazione, trasporto locale: argomenti che sembrano lontani dalla “grande politica”. Eppure sono esattamente questi i temi che i cittadini vivono ogni giorno, che determinano la qualità concreta della loro vita, che costruiscono o erodono il rapporto di fiducia con le istituzioni.
Per me la questione è chiara: l’efficienza dei servizi pubblici è una questione di giustizia sociale. Chi non può permettersi alternative private — chi dipende dall’autobus comunale, dal servizio di raccolta, dagli spazi verdi pubblici — ha il diritto di ricevere servizi all’altezza. Non è un favore dell’amministrazione: è un dovere.
Il modello Macerata
L’incontro di oggi è stato anche l’occasione per confrontarsi su quanto l’amministrazione guidata dal Sindaco Parcaroli ha saputo costruire in questi anni. Una gestione seria, attenta all’equilibrio di bilancio senza rinunciare alla qualità dei servizi, capace di ascoltare i quartieri e rispondere con interventi concreti.
I dirigenti comunali UdC — Foglia, Fornaro e Caldarelli — hanno portato al tavolo la conoscenza diretta del territorio, quella che si accumula lavorando sul campo, risolvendo problemi reali, ascoltando i cittadini nei momenti ordinari e non solo in campagna elettorale. È questo il tipo di classe dirigente locale in cui credo: competente, radicata, responsabile.
Il ruolo della politica nazionale
Il confronto con Luca Marconi, Presidente della III Commissione regionale, ha permesso di allargare lo sguardo: i servizi pubblici locali non vivono in isolamento. Dipendono da scelte regionali in materia di ambiente, territorio e paesaggio, da normative nazionali, da fondi europei che devono essere intercettati e utilizzati bene.
Come Segretario Nazionale dell’UdC porto in questo dibattito la consapevolezza che il buon governo locale ha bisogno di una sponda nazionale seria. Non nel senso di dipendenza, ma di coerenza: le stesse priorità — efficienza, equità, attenzione alle fasce più vulnerabili — devono attraversare tutti i livelli istituzionali.
Un metodo, prima ancora che un programma
Quello che più mi ha colpito di questo pomeriggio maceratese è il metodo: un incontro pubblico, aperto alla cittadinanza, su temi concreti. Nessun palco autoreferenziale, nessuna liturgia da comizio. Una discussione vera, in cui le domande dei presenti hanno contribuito ad affinare le risposte.
È questo il modo in cui la politica dovrebbe sempre lavorare. Ascoltare, proporre, confrontarsi, migliorare. Macerata oggi ne ha dato un buon esempio.








