“Da una parte il regime dittatoriale in Iran non deve avere un futuro perché viola i diritti umani, dall’altra parte, però, con la stessa convinzione e coerenza diciamo che espressioni come ‘Arrendevi, fatemi scegliere la vostra Guida suprema o continueremo ad attaccarvi’, non sono il nostro linguaggio e non fanno parte del nostro Dna culturale e valoriale. Non sono il linguaggio dell’Europa che, in questo scenario, per noi è la prima sponda politica per uscire da questa crisi”. Lo ha detto il senatore e segretario nazionale UDC, Antonio De Poli, intervenendo al Senato nel corso del dibattito sulle comunicazioni del Governo in vista del prossimo Consiglio europeo del 19-20 marzo. “La politica estera è una cosa seria – ha evidenziato De Poli -: è il momento dell’equilibrio e non delle contrapposizioni sterili. Siamo dentro uno scenario difficilissimo per tutti e lo sarebbe anche se al Governo ci fosse il centrosinistra. Evitiamo dunque pericolose speculazioni politiche”, ha detto ancora De Poli che cita Alcide De Gasperi (“Dobbiamo avere la capacità di unire più forze per il bene comune”) e si dice convinto che “l’Italia con il Governo debba rafforzare la terza via europea per la gestione della crisi nel Golfo”.