Sul fine vita noi dell’UDC, come ha detto oggi il Presidente del Senato La Russa, siamo contrari a una legislazione a macchia di leopardo e siamo molto critici sull’impianto della proposta Coscioni che apre ad un’eutanasia di fatto. E’ vero senza dubbio che c’è bisogno di un indirizzo nazionale, sul quale il Parlamento peraltro sta lavorando con la proposta di legge del Centrodestra (Zullo-Zanettin-Zaffini) che verrà esaminata a settembre, ma su questi temi servono prudenza e responsabilità. La proposta di legge Coscioni, a cui alcune Regioni si ispirano, stabilisce che deve essere il Servizio sanitario nazionale a fornire il diritto a morire e questo per noi è un elemento irricevibile. Dobbiamo potenziare le cure palliative perché secondo noi la vita umana ha un valore assoluto. Al contrario, legiferando su eutanasia e suicidio assistito, lo Stato modifica le sue priorità: non tutela più in primis la vita delle persone ma le loro scelte, mettendo sullo stesso piano la scelta di vivere e quella di morire. Così il senatore e segretario nazionale UDC Antonio De Poli.
