A Venezia i veneziani hanno scelto il pragmatismo della buona amministrazione e non le ideologie divisive. Con Simone Venturini vince una personalità che, negli ultimi 11 anni, non ha mai smesso di essere in mezzo e fra la gente.
Questo è il valore della buona politica che è sempre più apprezzato dagli elettori. Con il nuovo sindaco di Venezia, che ha un’anima profondamente democristiana (a 18 anni ha esordito con l’UDC diventando segretario cittadino a Marghera ndr) vince il Dna politico del Centro, che crede nel dialogo e costruisce ponti e non muri, che lavora per individuare soluzioni condivise e migliorare la coesione sociale e non per alimentare le paure delle persone.
Questa è la cultura politica che c’è dietro Simone Venturini e di questa cultura politica il Centrodestra può e deve, a mio avviso, nutrirsi se vuole crescere, ampliare il suo elettorato e rafforzare il proprio consenso nel Paese.
In questo contesto, Venezia può diventare un vero e proprio modello per il Centrodestra. Non è a Vannacci che bisogna guardare ma al Centro per vincere le prossime elezioni.