Oggi pomeriggio, in occasione della Giornata Nazionale del Chimico e del Fisico, ho avuto l’onore di ospitare presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, nel cuore del Senato della Repubblica, un importante convegno istituzionale dedicato a due professioni sanitarie spesso poco visibili all’opinione pubblica, ma assolutamente essenziali per il futuro del nostro Paese.
Il titolo dell’iniziativa richiama con chiarezza il cuore del tema affrontato: il ruolo strategico dei professionisti Chimici e Fisici per l’Italia. Viviamo in un’epoca in cui la complessità cresce più rapidamente della capacità di comprenderla. Dalla transizione energetica alla sicurezza alimentare, dalla tutela ambientale alla salute pubblica, le grandi sfide del nostro tempo richiedono competenze solide, metodo scientifico e rigore.
Nel mio intervento ho voluto sottolineare come chimica e fisica non siano discipline astratte o lontane dalla vita quotidiana delle persone, ma realtà profondamente intrecciate con il nostro vivere quotidiano e con il sistema produttivo del Paese.
L’industria chimica, ad esempio, entra nel 95% dei manufatti che utilizziamo ogni giorno. Dietro ogni prodotto sicuro, innovativo e sostenibile esiste un patrimonio professionale straordinario fatto di oltre 4.100 aziende, più di 114 mila addetti e migliaia di professionisti altamente specializzati al servizio della collettività.
Ad aprire i lavori è stata la Dott.ssa Chim. Nausicaa Orlandi, Presidente della Federazione Nazionale Ordini Chimici e Fisici.
Nel corso del pomeriggio si sono susseguiti interventi di alto profilo scientifico e istituzionale dedicati a temi centrali per il Paese:
- sicurezza e salute sul lavoro correlate ad agenti chimici e fisici;
- contributo di Chimici e Fisici alla salute pubblica e al Servizio sanitario nazionale;
- alimentazione, nutrizione, acque e cosmetica;
- ambiente, energia e sostenibilità.
Di particolare rilievo anche la tavola rotonda dal titolo “Il valore strategico delle competenze professionali per il Paese”, moderata dal Prof. Chim. Martino Di Serio, Vice Presidente della Federazione Nazionale Ordini Chimici e Fisici, alla quale hanno preso parte rappresentanti di Ministeri, INAIL, ISPRA e istituzioni sanitarie nazionali.
Nel mio intervento ho evidenziato la necessità di investire con maggiore convinzione nella formazione scientifica fin dalla scuola, rilanciando le materie STEM e costruendo percorsi capaci di coinvolgere sempre di più anche le ragazze.
Allo stesso tempo, ho ribadito come la sicurezza sul lavoro non possa mai essere considerata un tema secondario, ma rappresenti un elemento centrale della tutela della salute pubblica e della dignità delle persone.
Ho inoltre voluto accendere i riflettori sulle disuguaglianze territoriali che ancora oggi caratterizzano il settore della fisica medica. In alcune regioni del Mezzogiorno, infatti, la presenza di specialisti risulta nettamente inferiore rispetto al Nord Italia: una disparità che incide direttamente sulla qualità delle cure e sull’equità del diritto alla salute.
Le grandi trasformazioni del nostro tempo non si affrontano con semplificazioni o slogan, ma valorizzando competenza, studio e responsabilità.
La politica ha il dovere di ascoltare il mondo delle professioni, della ricerca e della scienza, creando le condizioni per mettere conoscenza e innovazione al servizio del bene comune.
Questo convegno ha rappresentato un momento importante di confronto istituzionale e scientifico, ma soprattutto un segnale chiaro: investire nelle competenze significa investire nel futuro del Paese.
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