“Padova deve continuare a crescere, attrarre visitatori e valorizzare il proprio patrimonio culturale e turistico, ma senza espellere residenti, giovani, famiglie e studenti dal mercato abitativo. L’equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla casa è una sfida che richiede buon senso, visione e la capacità di trovare soluzioni che vadano incontro alle esigenze di tutti”. Lo dichiara il senatore Questore del Senato e segretario nazionale Udc Antonio De Poli.
“Bene la mappatura realizzata dal Comune sugli affitti brevi e sulle abitazioni residenziali, perché offre uno strumento utile per comprendere l’evoluzione del fenomeno. A questo quadro, però, manca ancora un elemento fondamentale: quello degli immobili oggi inutilizzati o sfitti. Solo avendo una fotografia completa del patrimonio esistente si possono individuare le politiche più efficaci per aumentare realmente l’offerta abitativa”.
“Per l’Udc la soluzione non è mettere proprietari e residenti uno contro l’altro, né avviare crociate contro gli affitti brevi o introdurre misure punitive. Servono invece regole condivise che consentano di coniugare sviluppo turistico, diritto alla casa e tutela delle comunità locali. Prima di imporre nuovi vincoli bisogna riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati, favorendo processi di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio esistente.
Quando un quartiere perde residenti stabili, perde anche servizi, negozi di prossimità e relazioni sociali. La casa non è soltanto un bene economico: è il primo presidio di comunità e di coesione sociale. Per questo continuiamo a sostenere la necessità di introdurre la cedolare secca al 21% anche per le locazioni commerciali, così da favorire il commercio di vicinato e contrastare il degrado urbano.
Gli Stati Generali dell’Abitare promossi dall’Udc hanno messo al centro proprio questi temi, evidenziando la necessità di una strategia nazionale che sappia tenere insieme diritto alla casa, sviluppo economico e valorizzazione dei territori. Il nuovo Piano Casa del Governo va nella giusta direzione e dimostra la volontà di affrontare concretamente l’emergenza abitativa. In questo percorso i Comuni rappresentano il primo livello istituzionale capace di indicare criticità e soluzioni, perché conoscono direttamente il territorio e i bisogni dei cittadini. È proprio dal dialogo tra amministrazioni locali e livello nazionale che possono nascere politiche efficaci e durature.
L’Udc è impegnata da tempo su questi temi con proposte concrete: dalla valorizzazione degli immobili sfitti agli incentivi per i proprietari che scelgono gli affitti a lungo termine, fino alla rigenerazione urbana e alla cedolare secca per le attività commerciali. Questa è una battaglia di civiltà e di buon senso, perché garantire il diritto all’abitare significa difendere la qualità della vita e il futuro delle nostre comunità”, conclude De Poli.