“Gli affitti brevi non sono il male assoluto e limitarli non è la panacea della crisi abitativa. Non possiamo accettare l’idea che la crisi abitativa si possa risolvere comprimendo la disponibilità del patrimonio privato o aggiungendo nuovi vincoli e nuova burocrazia. La proprietà è un diritto, l’abitare è un bisogno essenziale: compito della politica è farli incontrare, non metterli in conflitto. Per questo guardiamo con forte preoccupazione alle ipotesi contenute nella bozza europea che consentirebbero di introdurre limitazioni sugli affitti brevi e sulla disponibilità degli immobili nelle cosiddette aree sotto stress abitativo. L’Europa deve aiutare gli Stati ad aumentare l’offerta di abitazioni, non sostituire alla scarsità delle case una moltiplicazione dei divieti”.
Lo dichiara il segretario nazionale dell’UDC Antonio De Poli.
“Per tante famiglie italiane, inoltre, mettere in affitto per alcuni periodi una seconda casa significa integrare il proprio reddito e sostenere spese che pesano sempre di più sui bilanci familiari. Parliamo anche di quel ceto medio che lavora, risparmia, spesso ha investito i sacrifici di una vita in un immobile e oggi fatica ad arrivare alla fine del mese. E intorno agli affitti brevi esiste un’economia reale fatta di turismo, commercio, servizi e piccole attività che genera lavoro e reddito nei territori. Non possiamo curare una difficoltà abitativa creandone un’altra economica.
Come UDC abbiamo scelto un’altra strada e l’abbiamo tradotta in proposte concrete. Abbiamo proposto la cedolare secca per autonomi e partite Iva e quella per negozi e immobili commerciali e, proprio in queste ore, dalla maggioranza arrivano aperture importanti su quest’ultima misura. Anche sugli affitti brevi serve equilibrio. Nelle città dove esiste una particolare pressione abitativa è giusto governare i fenomeni, ma regolare dove serve non significa criminalizzare. L’Europa tenga conto delle profonde differenze tra i territori e rispetti il principio di sussidiarietà. Venezia non è Berlino, Roma non è Amsterdam e un piccolo Comune italiano non vive le stesse dinamiche di una grande capitale europea”, conclude il senatore Questore del Senato e segretario nazionale UDC Antonio De Poli.