Ogni anno le penne nere tornano a riempire le piazze d’Italia. Quest’anno è toccato a Genova, con la 97ª Adunata Nazionale Alpini: un appuntamento che sa rinnovare il legame profondo tra gli italiani e il Corpo degli Alpini.
La Superba accoglie le penne nere
C’è qualcosa di straordinario che accade ogni volta che gli Alpini scelgono una città italiana per la loro adunata. Genova — la Superba, come la chiamarono i suoi stessi figli — ha risposto con tutto il calore e la grandiosità che la contraddistinguono. I suoi vicoli, i suoi caruggi, i suoi lungomari si sono trasformati per qualche giorno in un palcoscenico di storia, memoria e orgoglio nazionale.
La 97ª Adunata Nazionale Alpini non è solo una sfilata. È un rito collettivo che parla di valori che resistono al tempo: sacrificio, senso del dovere, solidarietà, appartenenza a una comunità che va ben oltre il confine delle sezioni e dei gruppi.
Una tradizione che si rinnova
La storia delle Adunate Nazionali degli Alpini è lunga quasi un secolo. Nata come momento di raccolta dei reduci di guerra, nel tempo si è trasformata in qualcosa di più grande: una festa popolare che attraversa l’Italia da nord a sud, che porta nelle strade odore di montagna, di sacrificio condiviso, di un’Italia autentica e laboriosa.
Un pensiero va sempre, in questi momenti, a tutti i soldati italiani, alla loro memoria e al loro sacrificio. Le generazioni che oggi sfilano portano sulle spalle il peso e l’onore di chi li ha preceduti: alpini che hanno combattuto sulle vette delle Alpi, che hanno sofferto la durezza della guerra, che hanno costruito ponti e ricostruito comunità nel dopoguerra.
Padova e Vicenza: il Nordest in marcia
Tra le migliaia di penne nere che hanno sfilato per le strade di Genova, le Sezioni di Padova e Vicenza hanno portato in città il calore e l’orgoglio del Nordest, confermando ancora una volta quanto questo evento sappia unire generazioni, comunità e valori.
Marciare insieme, sotto lo stesso cappello con la penna nera, significa riconoscersi parte di qualcosa che supera il singolo, la singola comunità, la singola generazione. Ed è questo, forse, il segreto più profondo di ogni Adunata: non si sfila solo per sé, si sfila per chi non c’è più e per chi verrà.
Grazie al Corpo degli Alpini
Un ringraziamento sentito va al Presidente dell’ANA, Sebastiano Favero, e a tutti gli organizzatori per questo evento straordinario. Costruire un’Adunata Nazionale significa coordinare migliaia di persone, garantire sicurezza, accoglienza, logistica per un evento che si estende su un’intera città per più giorni. Un lavoro enorme, silenzioso, che rende possibile la meraviglia.
Un augurio speciale al Corpo degli Alpini, orgoglio italiano: l’energia che trasmettono ad ogni appuntamento nazionale è veramente straordinaria. Esempio dello spirito che guida la loro azione e che attira migliaia di italiane e italiani in tutto il Paese — non solo alpini, ma cittadini che riconoscono in questo Corpo qualcosa di genuinamente prezioso.
W gli Alpini! W l’Italia!
SEZIONE DI PADOVA






SEZIONE DI VICENZA









