“Le immagini dell’aggressione avvenuta a Grumo Nevano sono sconvolgenti. Un uomo di 70 anni, a terra e indifeso, colpito violentemente da un ragazzo di appena 18 anni. Esprimo la mia vicinanza alla vittima e alla sua famiglia e ringrazio i Carabinieri e l’autorità giudiziaria per il tempestivo intervento. Chi commette atti di questa gravità deve risponderne, ma non possiamo fermarci alla repressione”. Lo dichiara il senatore Questore del Senato e segretario nazionale Udc Antonio De Poli.
“Dopo quanto accaduto a Conegliano e i tanti episodi che continuano a verificarsi da Nord a Sud, dobbiamo prendere atto che siamo davanti a qualcosa di più profondo. Quando per alcuni giovanissimi la violenza diventa un linguaggio per affrontare un conflitto, affermarsi o dimostrare la propria forza, significa che si è spezzato qualcosa nel percorso educativo e sociale. Non possiamo intervenire soltanto quando un ragazzo finisce in carcere o una persona in ospedale.
Serve un nuovo patto di corresponsabilità tra famiglie, scuola, istituzioni e comunità educanti. E serve affrontare seriamente anche il ruolo dell’ambiente digitale, nel quale i nostri ragazzi sono continuamente esposti a modelli e contenuti che possono contribuire a normalizzare aggressività e sopraffazione.
La certezza della pena è necessaria. Ma uno Stato responsabile deve avere anche la capacità di arrivare prima della violenza. Prevenire significa educare al rispetto, riconoscere il disagio e intervenire prima che la rabbia diventi irreparabile”, conclude De Poli.
